martedì 28 febbraio 2012

Sting, lo Yoga, e il Palagio Retreats in Toscana

A Filigine Valdarno, delizioso paesino sulle colline toscane, si trova una villa settecentesca circondata da dolci pendii. E’ la villa che Sting e la moglie Trudie Styler hanno acquistato parecchi anni fa e che da qualche anno hanno trasformato in resort: il Palagio Retreats.

L'esterno del Palagio Retreats

lunedì 27 febbraio 2012

In palestra / i cartelli

La palestra che frequento (che non è una vera palestra, ma una scuola di danza) è tappezzata di cartelli. Ma ce ne sono veramente tanti. E per le cose più assurde. Non credo che la cosa sia normale.
Nello spogliatoio ci sono i seguenti cartelli :
  • l’odore che sentite viene dai termo (pensavo venisse dalle scarpe che ci sono sotto la panca…)
  • si prega di non sedersi sul termo (che poi non è un termo ma un fan coil)
  • sulla porta della doccia: si prega di fare docce brevi
  • si prega di non sbattere le scarpe per fare uscire il rudo (termine “tecnico” per definire lo sporco)
In bagno:
  • si prega di fare pipì centrando la tazza (il bagno è nello spogliatoio delle donne… non dovrebbero esserci grossi problemi a centrare la tazza) e di usare lo spazzolone per altri bisogni (ma dai, io pensavo di lavarmici i denti…)
  • la carta igienica va usata solo per pulirsi, per asciugarsi usare l’asciugamano (io di solito uso la carta igienica al posto dell’accappatoio…)
  • l’asciugamano va usato solo per le mani, per altre parti occorre usare il proprio asciugamano per questioni di igiene
Nella sala dove si fa lezione: 
  • si prega di cambiare aria al termine della lezione
  • non aprire le zanzariere ma solo la finestra
E per finire questo (molto bello) che è comparso la settimana scorsa:
  • per questioni di privacy si prega di chiudere le tendine durante le lezioni (si vede che faccio lezione con dei testimoni di giustizia che non devono essere riconosciuti, non so… !)

sabato 25 febbraio 2012

Viale del Tramonto (Sunset Blvd.), 1950



                                                   

Qualche settimana fa, di domenica pomeriggio, su la7d hanno trasmesso “Viale del tramonto”. Era da tanti anni che non rivedevo questo film e me lo sono proprio goduto dall’inizio alla fine. Come penso avrete ormai capito, sono una grande appassionata dei film della Hollywood dei tempi d’oro, e penso che questo film, pur essendo del 1950, ne rappresenti uno dei migliori esempi. Tutto il film si incentra sull’eccentrico personaggio di Norma Desmond, una diva del cinema muto esclusa dallo star system hollywoodiano dopo l’avvento del sonoro. I richiami alla Hollywood degli anni ’20 e al fenomeno del divismo sono onnipresenti nel film: a cominciare dalla meravigliosa villa (appunto in Sunset Blvd. dove vive l’attrice), alle scene girate e ambientate alla Paramount durante le riprese di un film, ai camei di DeMille e Buster Keaton, e ovviamente alla magnifica interpretazione di Gloria Swanson (vera star del cinema muto) e Erich von Stroheim (famoso regista hollywodiano degli anni ‘20). Il film, pur essendo del 1950 è girato in bianco e nero, il chè rende ancora più accentuato il fascino di decadenza che si respira in tutto il film e soprattutto nelle scene girate negli interni della villa, che viene rappresentata come una specie di mausoleo dedicato appunto alla grande diva. 

giovedì 23 febbraio 2012

Il blog della Ludo

Che serata sabato scorso! Con la Cicci e la Titti ci siamo mascherate per carnevale e abbiamo fatto follie. Quest’anno abbiamo veramente dato il meglio: ci siamo vestite da spadaccine e insieme abbiamo fatto le tre moschettiere. Non vi dico che stragi di cuori che abbiamo fatto… Ma d’altronde eravamo irresistibili! I vestiti li abbiamo fatti fare su misura da una sarta che sta qui in centro, abbiamo speso un occhio della testa ma ne è valsa la pena. Il modello era lo stesso per tutte e 3, cambiavano solo i colori: la Cicci in bianco, la Titti in nero e io ovviamente in rosso (con un po’ di Svarowski applicati che ci stanno sempre bene). Siete curiosi di sapere com’era il vestito? E io vi accontento: bustino in raso con applicazioni in pizzo tono su tono, mini gonnellina monobalza con sottogonna in tulle, mini blazer in raso con coda, interno a contrasto e bottoni in Swarovski, e calze in pizzo a trama moooolto larga. Dimenticavo gli accessori: cappello da moschettiere con lunghissima piuma bianca, cintura in vita interamente decorata in paiettes color oro e, ovviamente, spada infilata nel fodero della cintura. Le scarpe: stivali in pelle stringati con risvolto a contrasto, tacco 12 + plateau per un totale di 15 cm di altezza regalata! Eravamo veramente troppo belle! Se avessimo partecipato a un concorso sono certa che avremmo vinto. Così vestite siamo andate prima a fare l’ape al Peter, poi a cena, e in disco al Dada. Andavamo in giro con la spada sguainata e quando incontravamo qualche tipo meritevole facevamo finta di infilzarlo (questo in effetti abbiamo cominciato a farlo dopo il quarto cocktail). Ma sapete che ci hanno soprannominate le 3 moschettiere del Dada??? Il dj ci ha persino dedicato una canzone: La spada nel cuore, di Gigi D’alessio. Che serata memorabile! Alla prossima tesore!


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday

mercoledì 22 febbraio 2012

Arisa...ma che hai fatto?

Avevamo conosciuto Arisa nel 2009, sul palco dell'Ariston. Si era fatta notare per la sua timidezza e il suo look quanto meno stravagante. C'è chi ora definisce quel look come "fumettistico", ma sinceramente sembrava scappata da un centro di recupero per disadattati. Il caschetto cortissimo, gli occhialoni dalla montatura enoreme e il make up marcato non aiutavano di certo questa ragazza, con la quale, diciamocelo onestamente, la natura non era stata molto generosa. Ci aveva fatto tenerezza, così impacciata nelle interviste, di una timidezza quasi al limite del normale. La consideravamo un po' come un'amica sfortunata, che grazie al talento era riuscita a ottenere il successo.

Arisa a Sanremo nel 2009

Arisa a Sanremo nel 2009

Arisa a Sanremo nel 2009

Poi, il cambiamento.
Nel 2010 la ritroviamo sempre a Sanremo, decisamente più disinvolta. Il caschetto nero si è trasformato in una chioma riccia e castana, e sono scomparsi gli abiti monacali.

Arisa nel 2010


Nel 2011 la rivoluzione: taglio corto per i capelli, e abbigliamento decisamente più sexy. Gonnne in pelle, camicette sbottonate, top scollati, tacchi vertiginosi.

Arisa nel 2011 al Festival del cinema di Venezia

Arisa nel 211 a X Factor

Arisa nel 211 a X Factor

Ed ora l'abbiamo ritrivata così a Sanremo 2012: gli occhiali sono spariti, il trucco si fa deciso. 

Arisa a Sanremo nel 2012

Arisa a Sanremo nel 2012


Arisa nel 2012, in versione strafaiga
Ma... la domanda sorge spontanea: Arisa, che fine ha fatto la timida ragazza pseudo disadattata che abbiamo conosciuto nel 2009??? Altro che tenerezza, ora ci fai quasi paura!

martedì 21 febbraio 2012

La Underground railroad: la “linea ferroviaria” che conduceva gli schiavi verso la libertà

Recentemente a Union City, in New Jersey, due sorelline hanno trovato delle ossa nella soffitta della casa appena acquistata dai genitori.

La casa di Union City dove
sono state rinvenute le ossa
La casa risale al 1839, apparteneva alla famiglia Zimmermans, faceva parte della Underground Railroad, e si presume le ossa siano di un “ospite “ della casa. La Underground railroad era una fitta rete di abitazioni sparse per gli Stati Uniti del nord, i cui proprietari aiutavano gli schiavi (provenienti soprattutto dal sud) a fuggire in Canada. Gli schiavi scappavano dalle piantagioni e si rifugiavano nelle “stazioni” (così venivano chiamate le abitazioni che facevano parte della rete) dove venivano ospitati e rifocillati per qualche giorno, finché non giungeva una guida che li avrebbe condotti nella “stazione” successiva. I proprietari delle Underground railroad erano semplici cittadini (prevalentemente neri, ma in alcuni casi anche bianchi) che si offrivano di ospitare a proprie spese gli schiavi in fuga per la libertà e di guidarli da una “stazione” a un’altra. Gli schiavi percorrevano dei tragitti di 10/20 miglia, revalentemente di notte, e una fuga verso i territori liberi poteva durare dai 2 ai 12 mesi dei periodi invernali.

La cartina illustra i percorsi degli schiavi che dagli
stati del Sud migravano verso il Canada
Non esisteva una mappa scritta né del percorso né delle “stazioni”, ma tutto veniva tramandato oralmente. I fuggitivi si orientavano con la stella polare o seguendo i corsi d’acqua. Spesso si faceva affidamento alle canzoni per ricevere informazioni sulla tappa successiva del percorso, o per identificare la guida che sarebbe giunta di lì a poco. Le Underground railroad si diffusero tra il 1830 e il 1850, anni in cui raggiunsero la massima diffusione soprattutto inOhio, Pennsylvania, New Jersey, New York e Canada.

Un manifesto in cui il Sig.  W.M Russel offre una ricompensa di $ 200
 a chi gli riconsegnerà la famiglia di schiavi fuggiti dalla sua proprietà
Aiutare gli schiavi a fuggire era illegale, pertanto veniva usato un codice per comunicare:
venivano usati termini ferroviari come “stazioni” o “depositi” riferiti alle case che  spitavano i fuggitivi, piuttosto che “capostazione” o “capotreno” per indicare i proprietari della casa o la guida che avrebbe condotto il gruppo alla stazione successiva. Si conta che grazie alle Underground railroad siano riusciti a fuggire oltre 30.000 schiavi.

Riporto qui alcune date che ripercorrono la storia della schiavitù negli Usa, ricordandoci che venne abolita nel non troppo lontano 1865:

1501—I conquistatori spagnoli importano nel nuovo mondo gli schiavi africani
1775—Viene fondata a Philadelphia la prima società abolizionista (Abolitionist Society). Nel 1787 Benjamin Franklin ne diverrà presidente.
1784—Thomas Jefferson propone al congresso l’abolizione della schiavitù nei nuovi territori.
1790—secondo il primo censimento degli Stati Uniti, risiedono nel territorio 3.9 milioni di persone, di cui 700.000 sono schiavi
1793—Gli stati uniti dichiarano illegale ogni tentativo di impedire la cattura o la fuga di schiavi (Fugitive Slave Act)
1794—Viene brevettato un sistema per separare i semi dal cotone (Cotton Gin). L’invenzione rende il cotone una delle principali fonti di reddito per gli Stati del Sud e crea un’enorme richiesta di schiavi
1808—Viene bandito il commercio di schiavi africani , ma il contrabbando continua
1852—Harriet Beecher Stowe pubblica il romanzo “La capanna dello zio Tom” (Uncle Tom’s Cabin) che racconta gli orrori della schiavitù negli Usa. Nel primo anno di pubblicazione il libro vende 30.000 copie.
1857—La corte suprema degli Stati Uniti sancisce con il Dred Scott Decision che i neri non possono essere cittadini americani e che il Congresso non ha alcun potere di bandire la schiavitù in alcun territorio.
1863—Il presidente Abraham Lincoln dichiara con la proclamazione di emancipazione (Emancipation Proclamation) che dal 1 Gennaio 1863 tutti gli schiavi nel territorio saranno liberi
1865—Abolizione della schiavitù.Il 13° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America dichiara bandita la schiavitù.

domenica 19 febbraio 2012

Carmel by the sea e l'essenza della California

Una strada di Carmel by the sea, California

Come promesso nel post La mia personale classifica dei luoghi più romantici, ecco il primo dei post dedicati proprio ai luoghi romantici che ho avuto la fortuna di visitare. Si inizia con Carmel by the sea (California)!

Carmel by the sea è pura California. Non la California di Los Angeles, quella che vediamo nei film e nei telefilm, tutta abbronzatura perfetta, pettorali scolpiti, miliardarie annoiate intente a fare shopping. No, niente di tutto questo. Carmel by the Sea è la vera California. Un mix di oceano, montagne, natura incontaminata, arte, e soprattutto strascichi di una dominazione spagnola non troppo lontana. Una città a misura d’uomo. Lo so che per chi non ci è stato la California è esattemente l'opposto, ma credetemi non è così! La California è molto di più dei soliti luoghi comuni che siamo abituati a vedere in tv. E Carmel bt yhe Sea ne è l'esempio. Si trova sulla meravigliosa penisola di Monterey, 120 miglia a sud di San Francisco, ed è veramente una piccola città, solo 3.722 abitanti.


Uno scorcio della meravigliosa 17 mile
drive che percorre la penisola di Monterey,
a poca distanza da Carmel


Carmel è abbastanza recente, venne infatti fondata da missionari spagnoli alla fine del XVIII°secolo. Passeggiando per le tranquille stradine si può notare come tutto sia curato: dalle panchine, alle case, ai negozi e ai ristoranti. Lo stile è vario e quantomeno unico: un mix tra stile europeo (prevalentemente francese espagnolo) e americano. L’influenza spagnola è piuttosto marcata, la città infatti appartenne al territorio messicano dal 1821 (quando il Messico divenne indipendente dalla Spagna) al 1848, anno in cui il Messico cedette la California agli Stati Uniti. Carmel è molto colorata, con tonalità a volte accostate in maniera azzardata. Ma nell’insieme il risultato è assolutamente magnifico e niente stona. A testimonianza di come Carmel sia veramente diversa dalle altre città e in un certo senso sia “senza tempo”, il fatto che le case non abbiano i numeri civici. In città come queste è bello perdersi, gironzolare, cercando nuovi angoli da scoprire (cosa che a me piace molto!).



Curiosità


Clint Eastwood fu sindaco di Carmel dal 1986 al 1988. La città ha alcune leggi piuttosto “stravaganti”, come quella che proibisce di calzare scarpe che abbiano tacchi più alti di 2 inch (5 cm) o di una superficie inferiore a 1 inch (2.5cm). La legge risale al 1920, e venne introdotta perevitare storte ai cittadini che camminavano sui marciapiedi resi irregolari dalle radici delle piante. Un’altra legge "particolare" è quella che proibisce la vendita di gelato in strada (di questa non è dato sapere il perché!).


La missione San Carlo Borromeo del Rio Carmelo

A poca distanza dalla città c’è una missione che vale assolutamente la pena visitare. Quando siamo capitati noi stava iniziando laMessa, quindi per rispetto non siamo entrati in chiesa. Abbiamo comunque visitato il chiostro e il piccolo cimitero. Sembrava di essere in un film di Zorro! La missione, comunemente chiamata Carmel Mission, venne fondata nel 1771 e dedicata a San Carlo Borromeo del Rio Carmelo. Fa parte di un percorso di 21 missioni che segnano la strada (chiamato El Camino Real) tra Los Angeles e Sonoma.



Il Normandy Inn di Carmel by the sea


Il Normandy Inn è il boutique hotel dove abbiamo soggiornato a Carmel. Come sempre il nostro è stato un soggiorno mordi e fuggi, solo una notte (avevamo un sacco di posti ancora da vedere), per questo non abbiamo potuto godere di tutti i servizi dell’hotel (tra cui la piscina riscaldata, che tra l’altro penso di non aver nemmeno visto!). Ma ricordo benel ’ottima e abbondante colazione servita nella dependance, a pensarci mi viene ancora l’acquolina….. Le camere sono spaziose (come d'altronde lo standard americano) e arredate in stile francese, ma quello che colpisce di più è l’esterno dell’albergo: tutto un tripudio di bianco, marrone e verde acqua. Praticamente una casetta francese trapiantata in California!


giovedì 16 febbraio 2012

Il blog dela Ludo

Lo scorso week end io, la Cicci e la Titti siamo andate a Cortina. Ci ha portate il fratello della Cicci perché nessuna delle tre era nelle condizioni di guidare: io avevo fatto tardi la sera prima ed ero troppo stanca, la Titti non ci vede una forca, e alla Cicci hanno ritirato la patente perché l’hanno beccata che telefonava, fumava e si dava il mascara mentre guidava. C’è stato un dibattito molto acceso perché la Titti voleva andare a tutti costi al Savoia. Ma io mi sono impuntata: per me non si può andare a Cortina senza andare al Cristallo. No, dico, il Savoia non ce l’ha mica la Spa? Come si fa a dare 5 stelle a un albergo che non ha la Spa. Tutti gli alberghi dovrebbero avere la Spa. Beh insomma, è stato un week end da urlo: sabato abbiamo fatto le 6 del mattino in disco, poi siamo andate a fare colazione al bar, e siamo tornate in albergo. Al pomeriggio la Cicci e la Titti sono andate a prendere il sole sulle piste perché dovevano spianare le loro tute da sci firmate Cavalli, mentre io sono andata nella Spa dove ho conosciuto un gioielliere kazako veramente molto meritevole. Era un po’piccolino, un po’ troppo peloso e anche un po’ troppo vecchio, ma aveva un anello che da solo costava come un appartamento. Alla sera ho dovuto abbandonare le ragazze e uscire a cena con lui, ha insistito tanto. Però mi sono un po’ annoiata: parlava solo russo e kazako e quando parlava gli colava un po’ di bavetta di lato. Dopo cena l'ho messo a letto e ho raggiunto le ragazze alla festa della figlia del Cavalier Giberti (quello che fa le conserve) alla Baita dello stambecco. Ragazze che risate, tutta bella gente. Il top della serata è stato quando la Titti (che aveva bevuto tre Negroni ed era un po' fuori) ha inzuppato le extension nel paiolo della polenta per vedere se i suoi capelli erano dello stesso colore della polenta. Che divertimento! Questa sì che è vita!

La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday.

martedì 14 febbraio 2012

Per San Valentino…La mia personale classifica dei 10 luoghi più romantici

In occasione della festa degli innamorati, ed essendo io innamorata del mio splendido maritino, ho pensato di fare un post a tema. L’idea era quella di fare una classifica dei posti più romantici, ma siccome di luoghi romantici nel mondo ce ne sono tantissimi (per fortuna) e sicuramente parecchi a me sconosciuti, ho deciso di stilare una classifica dei luoghi più romantici dove sono stata (anzi dove siamo stati, perché in tutti questi posti sono andata con Luca!).

P.s. Questo post è solo un assaggio, perché per alcuni di questi luoghi a breve preparerò un post interamente dedicato, con tante info e foto!
Ecco la classifica:

10° Romantic Strasse (Germania)
Per il momento abbiamo fatto solo un piccolo pezzo della Romantic Strasse,
ma tra i tanti viaggi nel cassetto, c’è anche quello di percorrerla interamente.
Questa strada molto nota attraversa alcuni dei paesi più belli della Germania,
ricchi di storia e folklore.
Dimenticavo: sulla RomanticStrasse si trova Fussen, paesino
a pochi chilometri dal famosissimo castello di Neuschwanstein.
Qui gli altri miei post sui castelli della Baviera: Il castello di Herrenchiemsee e il castello di Linderhof


9° Venezia
Beh che dire di Venezia? Penso che sia già stato detto tutto.
E’ la città romantica per eccellenza. Ci sono stata varie volte, sia da single
(in compagnia della mia compagna di sventura Betta) che in coppia.
Bella in tutte le stagioni sia la città che il Lido, che con quell’aria un po’ demodè
è così romantico…



8°Cahernane Hotel, Killarney (Irlanda)

Abbiamo pernottato qui durante la nostra vacanza in Irlanda.
Dopo 10 gg. di b&b ci siamo concessi il lusso di una notte in un albergo in un palazzo
del XVII° secolo. Fantastico. Ricordo ancora il camino col fuoco acceso
(era Luglio ma credetemi, ci stava!)

7°San Gimignano (Siena)
Il paese delle torri. L’abbiamo visitato in un week end primaverile
dedicato a San Gimignano e Siena. Mentre Siena non mi ha entusiasmata particolarmente, San Gimignano mi ha lasciato un bellissimo ricordo.
Questo delizioso paesino toscano merita veramente una visita.
Se siete in zona non potete non fermarvi. Passeggiare tra le viuzze con queste
enormi torri che dominano la campagna non ha prezzo! Consigliato in primavera.





Era la nostra seconda vacanza negli USA, durante la quale abbiamo girato
quasi tutta la California. Questa piccola cittadina (in verità non molto nota in Italia)
è un vero gioiello. E’ la quintessenza della California: mare, surfisti, bei ristorantini,
bei negozietti, belle ville… E’vicino al mare ma al tempo stesso sembra un paesino
i montagna. In arrivo un post dedicato!


5° Mini crociera a Cape Cod (Usa)
Questo è stato uno dei primi scorci di America che ho conosciuto.
Era la nostra prima vacanza negli Usa, quando abbiamo visitato la East Coast. 
La mini-crociera è durata un’oretta, durante la quale abbiamo costeggiato
Cape Cod, con le sue famose dune e le ville. Una crociera al tramonto su un
battello a vapore, se non è romantico questo….
In arrivo un post dedicato aCape Cod!

Kylemore Abbey (Irlanda)

Questa magnifico castello, oggi è un monastero (per fortuna in parte visitabile).
 Ma venne costruito negli anni '70 del XIX° secolo per divenire la residenza di Mitchell 
e Margaret Henry, che risiedettero qui fno al 1903.
Il catello è situato sulle sponde di un lago, completamente immerso nella
natura irlandese.


3° Torrechiara (Parma)

Qui gioco in casa, ed è la prova che per trovare dei posti belli non è necessario
andare tanto lontano! Torrechiara è un piccolissimo borgo a pochi chilometri
da Parma e ospita un famoso castello medievale (uno dei meglio conservati dei
castelli del Ducato di Parma e Piacenza). Il borgo sorge su una collina coltivata
a vigneti, dalla quale sidomina la città. Nelle sere d’estate è bello passeggiare
tra le viuzze di Torrechiara o cenare nel delizioso ristorante ai piedi del castello illuminato dalla luna.
P.s. forse l’avete visto in tv, qui erano stati giratigli esterni di Ladyhawke

2° Strada panoramica da Mentone Montecarlo

Qui scusate ma gioca un po’l’emozione. Era la prima vacanza con colui che
sarebbe diventato mio marito. Capite quindi come qualsiasi posto ai miei occhi
fosse meraviglioso. Avevamo fatto una breve vacanza di qualche giorno in Costa
Azzurra, e quella seraavevamo appunto preso la strada panoramica che da
Mentone (dove pernottavamo quella sera) porta a Montecarlo (dove volevamo
passare la serata). La strada è fantastica: un susseguirsi di curve a picco sul mare 
con panorami mozzafiato. Se poi ci aggiungete che era il tramonto….
Che romanticona che sono!

1° Lake Louise (Canada)

Finora direi che è il posto più bello dove sia stata. Se poi ci si aggiunge che
eravamo in un lussuoso albergo 5 stelle (di quelli che tipuoi permettere solo
una volta nella vita…) e che eravamo in luna di miele, capirete anche il perché!
A parte tutto Lake Louise è qualcosa di straordinario: un lago dalle magnifiche
acque verdi circondato dalle maestose Montagne Rocciose. Il colore delle acque
di questo lago è semplicemente indescrivibile. Ma anche indimenticabile!


domenica 12 febbraio 2012

Vi racconto il mio sogno, così poi mi dite se è il caso che vada a farmi psicanalizzare….

Non penso di avere mai raccontato sul blog i miei sogni (sogni di quelli che si fanno di notte intendo) perché nei sogni c’è sempre qualcosa che rimanda al nostro inconscio, e quindi li ho sempre visti come una cosa molto privata. Ma quello che ho fatto l’altra notte è così assurdo che lo devo raccontare.

Premesse:
  • qualche settimana fa sono andata a teatro
  • la sera prima del sogno avevo visto un film di guerra (Operazione Valchiria)
  • il giorno prima del sogno avevo parlato con la mia compagna di sventure Betta di fare un’uscita con 2 nostri ex compagni di classe delle elementari che avevamo frequentato per un po’ di tempo e che è da un po’ che non sentiamo più
  • visto che sicuramente lo vorrete sapere, a cena ho mangiato polenta col gorgonzola e finocchi (e bevuto solo e rigorosamente acqua), poi mi sono fatta una tisana mora e lampone 


Il sogno

Preparatevi perché è veramente una cozzaglia di assurdità senza senso.

Eravamo a teatro, lo spettacolo era finito e stavamo applaudendo gli attori. A un certo punto però anche io facevo parte degli attori. E non so come mi sono ritrovata nella cameretta della casa di mia nonna a frugare nell’armadio alla ricerca di un vestito da indossare sul palcoscenico. Nell’armadio c’erano un sacco di vestiti che non ricordavo di avere (nel sogno, perché in realtà non li ho e non li ho mai avuti) e io non riuscivo a decidermi su quale indossare (cosa che mi capita di sognare molto spesso). Tra gli altri c’era una bellissima maglietta viola con una stampa di Minnie, ma questo non è di fondamentale importanza per il racconto. Alla fine ho scelto un abito con dei disegni geometrici sul viola e rosso (molto carino tra l’altro!). Ma il bello è che non riuscivo a infilarmelo. Perché nel frattempo ero finita in una casa (non so di chi) dove c’era della gente e io non riuscivo a trovare un angolo di privacy dove togliermi i vestiti e infilarmi l’abito. Infilato l’abito, sono finita in un campo (tipo un campo da calcio) pieno di gente che correva da tutte le parti come degli invasati. E lì mi sono messa a cercare Luca. Non trovandolo, ho chiesto a Stefanino e il Mozzo (i due miei ex- compagni delle elementari che ho incontrato quest’estate dopo 10 anni che non li vedevo) se sapevano dove fosse (nota: nella realtà loro non hanno mai visto Luca). Ovviamente mi hanno detto che l’avevano visto dalla parte opposta rispetto a dove stavo andando io.

Ma il bello arriva adesso:

Attenzione

Mentre corro per cercare Luca, prendo contro a un pilone della luce che non so come, contrariamente a ogni legge fisica, se ne stava in piedi semplicemente appoggiato a terra, e mentre lo sfioro cade giù. Cadendo a terra colpisce la gamba di una signora che passava di lì per caso. Io mi fermo e le chiedo se si è fatta male e se vuole che chiamo l’ambulanza. La signora avrà all’incirca tra i 65 e i 70 anni, sta bene, si è solo fatta male alla gamba, ma per sicurezza chiamiamo l’ambulanza. Poi la scena si sposta, e io con la signora con la gamba sciancata siamo in un ambulatorio medico, ma ancora in attesa di essere visitate. Allora io chiedo all’infermiera se possono visitare la signora, e lei mi dice che è da abbattere perché è anziana e non ha senso curarla (????).
Io sono a dire poco “stupita” dalla risposta, ma siccome nel sogno sono un po’ rimbambita, non so cosa fare. L’infermiera mi specifica che la signora verrà abbattuta col peperoncino (sempre peggio….).

Ma io penso che un sogno più deficiente non lo si possa fare.

Allora io cosa dico all’infermiera? Che tutto ciò non ha senso, perché la signora è anziana, ma è in gamba, non è rincoglionita, e a parte la gamba è in ottima forma (certo che anch’io ci metto del mio….). Allora torno dalla signora (che per fortuna non ha sentito) per rassicurarla. Nel frattempo arrivano in ambulatorio dei militari (quelli americani dell’FBI con la tuta blu, non i nostri italiani in tuta mimetica) per prelevare la signora da abbattere. Io cerco in tutti i modi farli desistere, ma loro sono militari addestrati e non mi hanno neanche in nota. Allo stesso tempo cerco di non fare capire alla signora cosa sta succedendo, ma lei capisce (anche se a dire la verità non reagisce). Allora prendo la signora e cerco di uscire dall’ambulatorio (che nel frattempo era diventato l’atrio della mia scuola delle elementari, che per la cronaca sta per essere demolita), ma mentre siamo ormai dalle scale, arriva l’infermiera che si getta sulla signora, me la strappa via, e la punta come bersaglio verso un cecchino che le spara.

Basta. Sogno finito.
Dite che dovrei farmi psicanalizzare???

Fatevi avanti con le interpretazioni….

venerdì 10 febbraio 2012

Dalla nostra inviata a Londra… la recensione del ristorante Petrus di Gordon Ramsey!

Era già da qualche settimana che aspettavo di poter fare questo post su uno dei ristoranti londinesi di Gordon Ramsey, precisamente da quando la mia collega Mary mi ha detto un giorno davanti alla macchinetta del caffè: “Ma sai che vado al ristorante di Gordon a Londra?” Immaginatevi la mia faccia tra lo stupito e l’invidioso…

Il mitico Gordon Ramsey

Eccovi quindi la recensione della mia cara collega Mary sul ristorante PETRUS DI GORDON RAMSAY!
Finalmente ,dopo ben 8 anni ,sono tornata nella mitica e superenergica Londra!!! Questa volta però ho voluto fare un'esperienza un po' diversa rispetto alle classiche londinesi...Mi sono voluta regalare una cena in uno dei ristoranti del mitico Gordon Ramsay...!!!
Il ristorante in questione è il "Petrus",fermata della metro di Knightsbridge, la stessa di Harrods...Infatti il locale si trova a poche centinaia di metri dal noto "shopping center" ma in una stradina un po' più defilata e per questo molto tranquilla...
Che dire...esperienza divina!!! Appena si entra si viene accolti da un ambiente accogliente e raccolto, ma contestualmente anche molto moderno... Al centro della saletta (saranno circa una ventina di tavoli) troneggia un cilindro gigante e trasparente contente tutta la cantina dei vini rossi...L'effetto ottico è strabiliante, centinaia di bottiglie sdraiate su queste scaffalature trasparenti che arrivano fino al soffitto..! 

La cantina a vista del Petrus

Veniamo accolti subito da una ragazza super sorridente che ci prende le giacche e ci fa comodare al nostro tavolo. Dopo averci portato il menu e aver capito che siamo italiani, x metterci da subito a nostro agio ci mandano Pasquale il maître italiano... Sì perché in realtà questi ragazzi non sono semplici camerieri ma tutti maître di sala e sommelier... La cosa poi che balza immediatamente all'occhio è che sono tutti giovanissimi...L'età media sarà stata massimo intorno ai 30 anni.  Tra l'altro il maître in lingua ,a seconda della nazionalità del cliente è una prerogativa del locale... Dietro di noi avevamo una coppia di ragazzi tedeschi a cui era stato assegnato un maître che parlava appunto il tedesco... Devo dire che anche da queste cose si misura la professionalità di un locale, anche perché obiettivamente le pietanze erano abbastanza articolate e anche sapendo un po' l'inglese non sempre era facile capire bene quello di cui si componevano i piatti. Fatta questa premessa andiamo avanti. Prima di iniziare ci viene chiesto se gradiamo un aperitivo e ci portano due spremute d'arancia (non escludo che fossero andati in Sicilia in giornata a raccoglierle perché erano buonissime...succose e dolci...) e delle mini polpettine di patate e pesce così giusto per stuzzicare l'appetito(anche queste super buone). Terminato l'aperitivo, ci spiegano come funziona la scelta dei menù. Ce ne sono di due tipi :uno di 5 portate (che vengono scelte tra decine di alternative...ce n’è per tutti i gusti!) e che comprende il cambio del vino ad ogni portata con annesso sommelier, il tutto al prezzo di £ 95 escluso il bere, e poi c'è quello economico (si fa per dire!!!) che comprende un menù di 3 portate (antipasto piatto principale e dolce) e che costa £65 sempre ovviamente escluso il vino. Naturalmente noi abbiamo optato per il secondo... Mio marito ed io da subito avevamo deciso che ci saremmo "lanciati" sul pesce e così è stato. 
La sala del Petrus di Gordon Ramsey

Come antipasto abbiamo preso un carpaccio di polipo con cubetti di arance di Sicilia (sempre quel prese in giornata a Siracusa...), capperi, ed una salsina al ginger... Aveva la consistenza della maionese ma moooolto più delicata...Beh se ci penso, ancora mi vengono le lacrime agli occhi dall'emozione!!! Semplicemente divina! Come piatti principale prendiamo il filetto di halibut, un pesce norvegese dalla carne bianchissima, che ci viene servito annaffiato da una salsina al cedro con ,a parte, dei broccoli e delle patate che definire arrosto sarebbe riduttivo e anche un po' offensivo... Erano ovali completamente avvolte da un crosticina croccantissima. Dimenticavo: tra una portata e l'altra ci portano il piatto a sorpresa dello chef.. nel nostro caso si tratta di una polpettina di tartare di manzo su salsa alla mostarda (che detta così fa un po' schifo ma vi assicuro che era da urlo!). Per finire prima di servirci il dessert ci portano, sempre offerto dalla casa, 2 mini coni gelato con all'interno una crema tipo chantilly ma che nascondeva una simpatica sorpresa...Mangiandola scoppiettava!!!! Sì tipo quelle caramelle che quando si sciolgono frizzano...ricordate??? E x terminare dolci: mio marito prende un creme caramel con salsa di pere(l'ho assaggiato ovviamente squisito)ed io un cilindro di cioccolato bianco con mousse al caffè e gelato al mascarpone...Senza commenti...Non renderebbero comunque l'idea! 

La sala del Petrus di Gordon Ramsey

Tutte queste portate annaffiate da un ottimo bordeaux francese che ,a detta del sommelier, aveva un forte gusto di peperone e foglia di pomodoro...confesso che la mia ignoranza in materia non mi ha permesso d'individuare questi sapori...però era squisito. Per concludere la serata il nostro maître Pasquale ci fa visitare la cucina e conoscere lo chef...Anche lui giovanissimo, pensate solo 28 anni! Tra l'altro c'è anche la possibilità di prenotare lo chef table, vale a dire un tavolo apparecchiato nelle cucine dal quale si può ammirare la preparazione dei piatti.

Beh che dire, esperienza assolutamente irripetibile e da consigliare a  chiunque si voglia far "coccolare" spirito e  palato...!!!!
Alla prossima!

giovedì 9 febbraio 2012

Senza titolo #30

Il blog della Ludo

Ragazzi, ma non la smette di nevicare! Ma che noia! Sono stufa di questa neve, io mi voglio mettere i sandali! In questi giorni me ne starei stata volentieri in casa al calduccio (in questi giorni in negozio non c’è un cane) a farmi coccolare dalla Prima con i pasticcini di Provinciali e la cioccolata calda, ma quel guastafeste di Gian martedì è voluto assolutamente andare a casa di un suo amico. Ma avete presente la neve che veniva martedì? E quella palla al piede di mio figlio non ne voleva sapere di stare in casa, doveva andare da GianAntonio a fare la ricerca di scienze. "Ma Gian" gli ho detto "Te la compro io su internet la ricerca, non c'è problema, l'abbiamo già fatto tante volte" ma lui no, è voluto andare a tutti i costi da GianAntonio per fare la ricerca. A volte mi chiedo se sia veramente figlio mio. Lo avrei fatto accompagnare dalla Prima, ma GianAntonio abita dalle parti di via Budellungo, e non me la sono sentita di farlo accompagnare dalla Prima (che non guida) a piedi sotto la neve fin là, considerando anche che il mese scorso si è fatta operare al femore e ora cammina con la stampella. Veramente gliel'ho chiesto, ma lei ha tirato fuori la storia della stampella allora l’ho dovuto portare in macchina io. Io non so perché ma quando nevica la gente perde completamente la testa. Solo perché si scivola un po’, non significa che si debba andare ai 40 all’ora! Io per esempio, col mio suv mi sentivo assolutamente tranquilla nel superare tutte le macchine ferme in colonna. E anche nello schivare gli autobus che mi venivano incontro, infilandomi all’ultimo momento tra le auto ferme. Ho avuto un po’ di problemi solo con le rotonde perché, arrivandoci sparata in quinta, la macchina tendeva leggermente a sbandare. E in tangenziale me la sono fatta tutta sulla corsia di sorpasso. Non capisco perché se ne stavano tutti in colonna sulla corsia di destra. E’ vero che sull’asfalto c’era una lastra di ghiaccio spessa due dita, ma finché non c’è da frenare non capisco quale sia il problema. Comunque siamo arrivati a casa di GianAntonio sani e salvi. Tra l’altro il padre di GianAntonio è stato molto carino: mi ha offerto un bombardino e si è fatto preparare le crepes alla Nutella dalla domestica. Non è molto bello, ma ha veramente un sacco di pila. Non so decidermi se è meglio l’imprenditore di Tizzano molto valido o il padre di GianAntonio poco bello ma con la pila. Voi tesore che dite?




La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday


mercoledì 8 febbraio 2012

Ed ora.... Un po’ di foto con la neve!

Ieri mattina sveglia con -14° e caldaia bloccata! Evvai, la settimana non poteva iniziare nel modo migliore. C’è da dire che con delle temperature del genere la caldaia non ha tutti i torti a rifiutarsi di lavorare (anche se quest’estate ci siamo premurati di farle un bellissimo mobiletto per tenerla al calduccio in previsione dei mesi invernali). In ogni modo il paesaggio qui in campagna è bellissimo, tant’è che domenica mattina abbiamo approfittato del sole per fare un giretto a piedi qua vicino e (oltre a fare a pallottate di neve) fare un po’ di foto.

Spero vi piacciano!








lunedì 6 febbraio 2012

Il progetto cohousing e le arzile vecchiette dell' Older women's co-housing project


Qualche giorno fa, leggendo una rivista, mi sono imbattuta in un articolo su due tizi che hanno girato l'Europa chiedendo a sconosciuti di trainare la loro roulotte (due pazzi). Al termine dell'articolo c'erano alcuni rimandi a progetti di cooperazione, in cui praticamente ci si affida all'aiuto degli altri (a volte anche sconosciuti). Tra tutti quello che mi ha colpito di più era quello a proposito dell'Older Women's co-housing. 
Il cohousing è un progetto che prevede che un gruppo di persone (non necessariamente anziane, ma anche un gruppo di famiglie, o anche un gruppo di donne sole), decidano di "convivere" in un complesso residenziale (che può essere un condominio piuttosto che un quartiere) a loro dedicato. Questi complessi residenziali sono costituiti da zone provate (appartamenti o case indipendenti) e luoghi comuni, intesi come una sala dove ritrovarsi per prendere il caffè, piuttosto che un salone dove organizzare eventi, o semplicemente dove organizzare una cena di tanto in tanto. Ogni nucleo in questo modo fa parte di una comunità alla quale contribuisce e sulla quale sa di poter contare in caso di bisogno, pur mantenendo intatta la propria privacy. 

Nello specifico, le signore del Older women's co-housing project sono un gruppo di una ventina circa di attempate signore inglesi, dalla mezza alla terza età. Alcune lavorano e alcune sono in pensione. Tutte vivono da sole, ma giustamente, non intendono rinunciare alla loro indipendenza. Pertanto hanno creato questa rete di "aiuti" in cui ognuna aiuta un'altra. I valori in cui credono sono elencati nel loro sito, e sono:
  • accettare e rispettare la diversità
  • avere cura e supportarsi a vicenda
  • fornire un equilibrio tra privacy e comunità (questo in Inghilterra lo vedo un po' difficile, non so perchè ma quando penso a una vecchietta inglese mi viene subito in mente quella gran ficcanaso di Miss Marple...) 
  • cooperare e distribuire le responsabilità
  • mantenere una struttura senza gerearchia
  • avere cura dell'ambiente
  • essere parte di una comunità più ampia
Trovo che quest'idea, soprattutto se applicata come in questo caso a delle signore sole, sia veramente geniale. Pur mantenendo la propria privacy e la propria indipendenza, si prendono cura l'una dell'altra, senza l'aiuto di servizi esterni.

A quando un progetto simile anche in Italia?