martedì 31 gennaio 2012

Montgomery Clift: il bello e dannato di Hollywood

Ai più giovani probabilmente questo nome non dirà un gran che, ma gli appassionati di cinema come me non possono certo non ricordare Montgomery Clift. 
montgomery clift


lunedì 30 gennaio 2012

L'albergo nel tubo di cemento, ovvero il Dasparkhotel

In Austria e Germania è possibile soggiornare in un tubo di cemento immerso nella natura. Sì, avete letto bene, un tubo di cemento. Avete presente quei tubi di cemento grezzo? Ecco proprio quelli.
Il progetto si chiama Dasparkhotel e prevede appunto la possibilità di soggiornare in una di queste "suite" dislocate in aree verdi in Austria e Germania. Le "suite" sono dotate di un letto matrimoniale, coperte di lana, lenzuola di cotone, luce e elettricità. Non prevedono alcun tipo di servizi nè in camera nè all'esterno. Per usufruire di servizi (pubblici) occore ,  spostarsi nella vicina area verde pubblica. La cosa bella di questo progetto è che, non essendoci servizi, si paga per quanto lo si ritiene opportuno, e non c'è nemmeno una tariffa minima. Al momento della prenotazione (via mail) viene rilasciato un codice che sarà attivo dalle 3 del pomeriggio del giorno dell'arrivo fino al mezzogiorno del giorno della partenza. Le suite sono attualmente chiuse per il periodo invernale, e se volete provare una vacanza alternativa dovete aspettare fino a maggio, quando riapriranno per tutta la stagione estiva. Sempre che non soffriate di claustrofobia!




Le camere del Dasparkhotel

Altre immagini delle camere del Dasparkhotel

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domenica 29 gennaio 2012

Senza titolo #29

I croissant della domenica mattina

Questo week end, complice il freddo, mi sono dedicata alla cucina e mi sono cimentata nella preparazione dei croissant. Era la prima volta che ci provavo, e se devo essere sincera avevo un po' paura di combinare una schifezza (tipo trovarsi a metà della preparazione con l'impasto che non si addensa e buttare via tutto in preda a un raptus, cosa che tra l'altro mi è già capitata altre volte...). Ma mi sono fatta coraggio e ci ho provato. Ho preparato l'impasto sabato pomeriggio, l'ho lasciato riposare tutta la notte in frigo e stamattina.... ho preparato le mie brioches e le ho infornate! E sono venute anche buone!
Non potete immaginare la soddisfazione di fare colazione la domenica mattina con le brioches appena sfornate (e soprattutto fatte in casa!). La preparazione è un po' lunga, lo ammetto, ma il risultato è eccezionale!

Questo il link alla ricetta che ho utilizzato (è spiegata passo per passo), anche se io ho un po' modificato le dosi.

Ed ora le foto dei miei croissant!





venerdì 27 gennaio 2012

Non si uccidono così anche i cavalli e le dance marathon

In questi giorni al Teatro due di Parma è in scena lo spettacolo Non si uccidono così anche i cavalli? tratto dall’omonimo romanzo They shoot horses, don’t they? del 1935 e dal quale nel 1969 venne tratto il film di Sidney Pollack. 

Un'immagine dallo spettacolo Non si uccidono così anche i cavalli? 
In scena al Teatro Due di Parma
Lo spettacolo è veramente coinvolgente e prevede la partecipazione sia di attori che ballerini che interagiscono col pubblico seduto sulle gradinate per assistere a un vero “spettacolo nello spettacolo”. Non si uccidono così anche i cavalli? Mette in scena infatti una maratona di ballo nella California anni ’30 (California, anni ’30, ballo: poteva non piacermi?) e racconta, attraverso la maratona, le storie dei vari concorrenti. Le maratone di ballo (dance marathon o Walkathons come venivano chiamate) si diffusero negli Stati Uniti negli anni ’20, e ed ebbero enorme successo anche per tutto il decennio successivo. Ho voluto approfondire l’argomento con qualche ricerca personale, e così è nato questo post a tema. 
Buona lettura!


La storia

Tutto ebbe inizio nel 1923 quando un tale Alma Cummings danzò ininterrottamente per 27 ore, con 6 partner differenti. Da quel momento molto ballerini (professionisti e non ) tentarono di battere il record. Gli organizzatori di eventi sportivi e di spettacoli fiutarono l’occasione di fare soldi facili, e decisero così di regolarizzare questo tipo di maratone, definendo delle regole e soprattutto prevendendo un pubblico pagante. Un premio in denaro avrebbe garantito un gran numero di partecipanti. La maratona divenne così un vero e proprio genere di spettacolo, presentata da un Master of Ceremonies, spesso trasmessa anche per radio, con tanto di musica dal vivo e performance di cantanti, comici, cabarettisti e tutto quanto poteva attirare un pubblico sempre più numeroso. Negli anni ’20 le mratone di ballo si diffusero in tutti gli Stati Uniti e arrivavano concorrenti da tutto il mondo. Ma negli anni ’30 le maratone assunsero un nuovo significato: con la grande depressione molte persone erano rimaste senza lavoro e spesso senza casa. Partecipare a una maratona diventava un’occasione non solo di vincere il premio in palio, ma anche di avere pasti e tetto assicurati per qualche giorno. Le maratone avevano un grande successo di pubblico, ma erano anche parecchio contestate. Nel 1928 per esempio la città di Seattle le proibì dopo il tentato suicidio di una donna che si era piazzata al quinto posto. Tra i contestatori delle maratone c’erano soprattutto i moralisti (per alcune associazioni religiose dei tempi, danzare era considerato un peccato) ma anche i proprietari di teatri che vedevano drasticamente ridursi il numero dei clienti quando le maratone erano nei paraggi. Tutti questi oppositori, uniti all’avvento della 2° guerra mondiale, portarono alla fine degli anni ’30 ad un lento ma inesorabile affievolirsi dell’interesse del pubblico nelle Dance marathon.

Le regole

Ogni maratona aveva le proprie regole. Le maratone potevano durare per delle settimane, quindi ogni attività quotidiana veniva svolta ballando: si leggeva, ci si faceva la barba, si scrivevano lettere, ecc. Le regole erano tanto dure quanto sadiche e inumane: i partecipanti dovevano rimanere continuamente in movimento, e non si poteva toccare a terra con le ginocchia, pena la squalifica. I giudici giravano per la sala (a volte muniti di pattini) per verificare che non venissero commesse infrazioni. Spesso capitava che uno dei due partner si addormentasse: per non venire squalificati si legavano l’un l’altro con delle corde o delle cinture, in modo che il partner sveglio sorreggesse quello addormentato. Era sempre presente un’infermiera per assicurarsi delle condizioni fisiche. Ciononostante in alcuni casi si registrarono dei decessi (quasi sempre infarto) tra i partecipanti. Allo scattare del 46’ di ogni ora suonava una sirena, il che significava che avevano diritto a 15 minuti di pausa. Durante la pausa i concorrenti si ritiravano in appositi spazi separati per uomini e donne, e si cambiavano d’abito, si lavavano, o semplicemente dormivano. In alcuni casi questi luoghi erano ai lati della pista, visibili al pubblico, sottraendo ai concorrenti anche la minima privacy. I pasti venivano serviti su uno speciale tavolo  molto alto dal quale i partecipanti si servivano in piedi, dal momento che non era permesso smettere di ballare nemmeno durante i pasti.

Il pubblico

Come nei reality dei giorni nostri, il pubblico veniva invogliato ad affezionarsi alle coppie, che col passare dei giorni e delle settimane finivano per diventare delle piccole celebrità. Siccome qualsiasi mezzo era lecito pur di guadagnare qualcosa, spesso le coppie in gara vendevano gli autografi al pubblico (il prezzo era di 10 centesimi ca.). Il pubblico poi lanciava monetine in pista, divertendosi a guardare il guazzabuglio delle coppie che si affannavano a raccoglierne il più possibile. Il biglietto per assistere alla maratona costava all’incirca 25 centesimi, e spesso gli spettatori tornavano ad assistere allo spettacolo anche nei giorni successivi. Ad ogni serata arrivavano a partecipare fino a 2.500 persone.

L’organizzazione

L’organizzazione prevedeva la presenza di medici e infermieri che visitavano in concorrenti prima dell’inizio della competizione ed erano presenti in sala per ogni evenienza. Venivano poi ingaggiati cantanti più e meno famosi, ma anche cabarettisti e ballerini professionisti per intrattenere il pubblico nduratne le serate. La musica veniva suonata dal vivo da un’orchestra che era sostituita nelle ore con meno affluenza di pubblico da un grammofono. Per aumentare il pubblico gli organizzatori aggiunsero negli anni regole sempre più sadiche: come intervallare la maratona con corse piuttosto che esibizioni dei concorrenti in prove di canto o di recitazione. Alcune volte gli impresari pagavano coppie di ballerini professionisti per partecipare alle gare, rendendo lo spettacolo ancora più avvincente.
Una parte molto importante in questi “reality antye litteram” avevano poi gli sponsor: delle imprese locali che in cambio della pubblicità si accollavano i costi del catering, o semplicemente facevano indossare ai concorrenti magliette o camicie con il nome della propria impresa.

Una curiosità: in alcune università americane si tengono ancora delle maratone di ballo con lo scopo di raccogloiere fondi per associazioni benefiche. Una delle più famose è una maratona di due giorni che si tiene alla Pennsylvania State University ininterrottamente ogni Febbraio dal 1973.

Per chi volesse approfondire l'argomento:


giovedì 26 gennaio 2012

E dopo il racconto del terremoto della Ludo, la mia versione dei fatti

Come immagino avrete saputo dai tg (ma anche dalla Ludo), ieri nelle mie zone c’è stato il terremoto. Siccome la Ludo ha già raccontato con dovizia di dettagli cosa stava facendo e come ha reagito, mi sembrava giusto raccontare anche la mia versione dei fatti. Me ne stavo tranquillamente in ufficio tutta sola soletta (evento più unico che raro, perché nel mio ufficio, siamo in 5, con continuo andirivieni di altri colleghi), nel mio angolino vicino alla finestra, quando a un certo punto sento ballare il pavimento. Dovete sapere che l’edificio dove lavoro è costruito in modalità palafitta: praticamente una struttura perimetrale che sorregge (non si sa bene come) due piani. Come faccia a stare in piedi per noi dipendenti è un mistero (se c’è qualche ingegnere e/o architetto che legge forse potrebbe aiutarmi…). Tanto per rendere l’idea, quando qualche collega “corpulento” cammina al secondo piano (dove c’è il mio ufficio), trema tutto il pavimento, così come quando si sbattono le porte. Tutto ciò a detta di alcuni è sinonimo di struttura altamente antisismica, ma io ho e avrò sempre i dei dubbi in merito. Quindi quando ho sentito la prima scossa capite bene che non mi sono minimamente scomposta. Quando però ho sentito che tutto continuava a ballare, ho capito che c’era qualcosa che non andava. In quel momento ammetto che ero presa dal panico: non sapevo assolutamente cosa fare. Nella mia mente c’era il vuoto: me ne stavo lì, ferma, aspettando che tutto finisse di tremare. Non so come ho resistito alla tentazione di buttarmi giù dalle scale e uscire il più presto possibile dall’edificio (cosa che avevo invece fatto durante il terremoto del 2008, per poi pentirmene una volta capito che le scale sono la prima parte degli edifici a crollare). Ero impietrita e in balìa degli eventi. Poi per fortuna dopo 10 INTERMINABILI SECONDI il pavimento ha smesso di tremare. Allora i colleghi hanno cominciato a fare le battute, io ho ricominciato a respirare, e tutto è tornato alla normalità. Per fortuna non ci sono stati danni né in azienda né a casa, ma il sapere dopo un paio d’ore che era stato dato l’ordine di evacuazione a tutti gli edifici scolastici di città e provincia non ha contribuito a rasserenarmi. In questi casi ci si rende conto di come noi uomini siamo veramente niente in confronto alla natura. Pensiamo di essere così forti e intelligenti, ma di fronte alla forza della natura tutte le nostre tecnologie non valgono niente.
Stavo pensando: perché la Apple non progetta un’app. che preveda i terremoti?

Il blog della Ludo

Ragazzi ma l’avete sentito ieri il terremoto? Mama che paura…. Io ero al bar di fianco al negozio a fare colazione, quando si è messo a ballare tutto. Una paura! Sono scappata in strada con la brioche in mano e mi sono messa a urlare: “Il terremoto, il terremoto!”. Poi ho avuto quasi un mancamento e mi sono dovuta sedere sul marciapiede perché mi tremavano tutte le gambe e non stavo in piedi. Per fortuna Nando (il barista) mi ha vista ed è uscito fuori con uno spritz e mi sono subito ripresa. Dopo ho chiamato a casa la Prima (la colf) per sapere come stava Ercolé, il mio chihuahua. Lo porto sempre con me in negozio, ma ieri l’ho dovuto lasciare a casa perché era raffreddato. Per fortuna Ercolé non si era accorto di niente. La Prima ci ha anche tenuto a dirmi che aveva già chiamato la scuola e che anche Gian stava bene. Io a dire il vero non ci avevo neanche pensato a Gian… Per fortuna che c’è la Prima che pensa lei a tutto. Insomma, poi  mi sono fatta coraggio e sono entrata in negozio. Siccome è in un borgo del centro (che non posso nominare perché mi hanno detto che non posso farmi pubblicità), avevo paura che fosse dato giù qualcosa. Per fortuna invece erano caduti solo dei calcinacci, ma in compenso la biancheria esposta sugli scaffali era tutta caduta a terra, e così anche i 3 manichini che ho in esposizione. Allora mi sono detta: “Ma Ludo, già che sei sotto shock, hai appena rischiato un mancamento, E SOPRATTUTTO IERI TI SEI FATTA FARE LE UNGHIE, ma sei sicura di volerti mettere a tirare su tutta ‘sta roba? E se ti viene un altro mancamento? E se ti si spezza un’unghia?”. Allora ho chiuso il negozio e ho chiamato l’impresa di pulizie. D’altronde non me la sentivo proprio di rischiare che mi si spezzasse un’unghia. 

La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.
Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday

sabato 21 gennaio 2012

La galaverna a Parma

In questi giorni a Parma (come penso in gran parte del nord Italia) fa un freddo becco (roba tipo -4° alle 8 del mattino). Il chè significa che aumenta il tempo di percorrenza del tragitto casa/lavoro onde evitare di finire nel fosso per colpa del ghiaccio o più semplicemente nel baule dell’auto che ci precede.
Definizione di wikipedia del fenomeno galaverna (che io ero convinta fosse un termine dialettale, poverina…)
In metereologia la galaverna è un deposito di ghiaccio in forma di aghi, scaglie o superficie continua ghiacciata su oggetti esterni che può prodursi in presenza di nebbia quando la temperatura dell'aria è inferiore a 0° C.
Beh, la nebbia da queste parti non manca di certo! Comunque la galaverna, è veramente molto carina da vedere.
Ecco alcune foto che ho fatto in questi giorni:






giovedì 19 gennaio 2012

The Versatile Blogger Award 2012

Mi sento molto emozionata perché è la prima volta che il mio piccolo blog vince qualcosa! Ieri sono stata premiata da Strawberry di Una fragola al giorno con il “The versatile blogger 2012” (grazie Strawberry!). 


Ringrazio infinitamente Strawberry che mi segue e che ha un blog veramente molto carino (e ovviamente vi invito a visitarlo).

Prima di questi giorni non conoscevo questo “gioco” che è molto semplice e divertente, basta seguire queste 3 regole:
  1. Citare la persona che vi ha nominato e mettere il link del suo blog.
  2. Condividere 7 fatti su di voi che ancora non avete svelato.
  3. Assegnare l'Award ad altri 15 blog che vi piacciono e che ritenete interessanti e comunicare loro la vostra assegnazione.

7 cose di me che ancora non sapete
Scrivere cose che non conoscete di me è alquanto difficile un po’ perché sono piuttosto riservata di natura, e un po’ perché parecchie cose le ho già scritte… quindi apprezzate lo sforzo!
  1. Quando visito un posto che mi piace, compro delle cartoline che poi metto nel cassetto del comodino. Ogni tanto alla sera prima di dormire me le riguardo tutte (lo so, questo è un po’ da psyco)
  2.  Vorrei imparare a ballare il tip tap
  3.  Colleziono segnalibri di tutte le forme e i tipi (ma anche oggetti che non sono stati concepiti per essere segnalibri ma che io uso come tali, tipo figurine, biglietti dei musei, biglietti del treno….)
  4. Ho imparato a guidare lo scooter (sempre se andare avanti e indietro per una pista ciclabile deserta al lato di una strada deserta può essere definito guidare….) solo quest’estate, in vacanza in Grecia.
  5. Adoro Gordon Ramsey e lo considero uno degli uomini più sexy sulla terra insieme a Rod Stewart (lo so, non ci posso fare niente)
  6. Ho un diploma di restauratrice ma non ho mai restaurato niente
  7. Non riesco a caricare la lavastoviglie in maniera logica. E’ più forte di me. Quando la carico ci stanno la metà dei piatti di quando la carica Luca. Dopo averci provato varie volte ormai mi sono rassegnata (che è comunque un’ottima scusa per fare fare la cosa a qualcun altro…). Credo sia un problema di packaging, perché ho lo stesso problema anche nel caricare la spesa nel baule della macchina!


E che il Versatile Blogger Award 2012 continui!

Il blog della Ludo

Allora l'altra sera sono andata al cinema con la Cicci e la Titti. A me il cinema non piace: tutta quella gente ammassata che si ingozza di pop corn mi fa inorridire. Per non parlare degli odori che si sentono e dello schifo di appoggiare la testa sullo schienale della poltrona dove hanno già appoggiato la testa chissà quante persone. Ma era il compleanno della Cicci, e lei voleva andare al cinema, allora l'abbiamo accontentata. Dovevamo andare a vedere "Immaturi al mare" perchè c'è Bova che è l'idolo della Cicci, ma siccome siamo arrivate tardi, il film era già iniziato e non ci hanno fatto entrare. Allora abbiamo preso i biglietti per il film che iniziava dopo, che era Edgar o qualcosa del genere. Dal nome pensavamo fosse una commedia francese, invece era la storia di uno che lavorava alla CIA negli anni '20 o '30 e di suo figlio (credo fosse suo figlio perchè gli somigliava) negli anni '60. Insomma, un mattone. Dopo mezz'ora di noia per fortuna ho ricevuto una chiamata da una mia amica, ma ho dovuto riattaccare dopo 15 minuti perchè quello di fianco era andato a chiamare la maschera perchè diceva che disturbavo. Allora mi sono fatta spiegare dalla Titti quello che mi ero persa, ma lei non aveva seguito perchè stava messaggiando. Allora ho chiesto alla Cicci, e quello di fianco si è messo a ulrare che dovevo stare zitta. Beh comunque il film non mi è mica piaciuto. E secondo me non è piaciuto neanche alla Cicci e alla Titti, anche se dicevano che Di Caprio è stato molto bravo. Ma io Di Caprio non l'ho neanche visto nel film.
Era molto meglio andare a vedere Bova.


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

Il gufo porta fortuna

martedì 17 gennaio 2012

La CityHall subway station: la stazione fantasma di NY

Non so voi, ma io nutro per le metropolitane una sorta di amore/odio.

lunedì 16 gennaio 2012

Pubblicato su Parmatoday il mio racconto "La partenza"

Oggi è stato pubblicato su Parmatoday un altro dei miei racconti: "La partenza". Come sempre il racconto è scaricabile in pdf. 


Buona lettura!


Cultura, racconti tutti d'un fiato: 'La Partenza' di Silvia Diemmi - ParmaToday
Silvia Diemmi



Potrebbe interessarti:http://www.parmatoday.it/cronaca/racconti-silvia-diemmi-la-partenza.html
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domenica 15 gennaio 2012

Senza titolo #26

Adrian, lo stilista delle dive (quando a Hollywood c’erano ancora le dive)


Stilista delle grandi dive, Adrian per anni ha creato magnifici abiti per le più grandi attrici di Hollywood. Con i suoi abiti ha reso "dive" Greta Garbo, Jean Harlow, Joan Crawford e dato loro uno stile unico e riconoscibile.
adrian, stilista hollywood


venerdì 13 gennaio 2012

Oggi parliamo del tardone uomo (e ringrazio Uomini e Donne per la fonte di ispirazione)

Sopraffatta dalla noia da malattia, aspettando che questa maledetta febbre si decida a scendere, impasticcata di antibiotici e tachipirina, costretta a letto con un gatto che russa.... insomma: presa dalla disperazione, la mia mente malata (nel vero senso della parola) ha partorito questo post su una categoria di uomo che ognuna di noi ha avuto la sfortuna di incontrare nella sua vita (in caso contrario basta guardare Uomini e Donne per farsi un'idea della categoria in questione, programma diventato un cult durante la mia malattia e che mi ha dato molto da pensare in questi noiosi giorni):

Il tardone uomo


Il tardone uomo ha un'età che varia dai 35 ai 55/60 anni e generalmente guida un'auto sportiva. Ha i capelli medio lunghi brizzolati (in alternativa tinti ma con tempie e basette accuratamente lasciate sale e pepe) ed è perennemente abbronzato. Il tardone uomo è facilmente riconoscibile dall'abbigliamento: porta pantaloni a gamba stretta, preferibilmente ben aderenti sul sedere e in zona "pacco", sostenuti da una cintura pitonata, sopra indossa una camicia sfiancata e sempre un po' troppo sbottonata, giubbino corto in vita, e sneakers (in inverno sostituite da scarponcini tipo Timberland). In inverno indossa anche berretti di lana da teen agers (probabilmente rubati al figlio) che lo rendono alla moda ma ancora più ridicolo. Nella stagione estiva il tardone uomo si veste di bianco, calza infradito  o sandali in cuoio e  fuma il sigaro (che tiene vezosamente tra pollice e indice). Lo si può incontrare per le vie del centro, seduto ai bar della piazza, o nei locali alla moda. Si muove in gruppo con altri tardoni (uomini e donne) ma caccia da solo. Le sue prede preferite sono le ventenni ambiziose, che irretisce parlando in dialetto. Generalmente il tardone uomo è divorziato e spende ciò che guadagna per il mantenimento di moglie e figli. Per questo motivo spesso e volentieri abita con la mamma.

Se ancora non vi è chiaro l'identikit del trdone uomo, vi lascio qualche immagine ben rappresentativa del genere:

Antonio di Uomini e Donne

Giovanni di Uomini e donne

giovedì 12 gennaio 2012

Il blog della Ludo


Allora, visto che il mio ultimo dell'anno è stato rovinato da quel rompipalle di Gian che si è preso la meningite. ho rimediato per la befana. Il mio Doc (il dottore di Lodi, nell'intimità lo chiamo Doc...) mi fa l'altro giorno: "Dai Ludo, per la tua festa ti porto a fare un giro". Veramente io gli anni li compio in marzo, ma comunque a una gita tutta spesata non si dice mai di no. Volevamo andare a Cortina, ma dopo il casino che è sucesso con la guardia di finanza per l'ultimo, abbiamo deciso di andare a Portofino. Allora mi sono fatta il boccolo, ho messo le ciglia finte, il body modellante, le calze bottom up, un bel vestitino a trapezio in broccato marrone, un paio di sandali arancioni (perchè dicono che nel 2012 andrà molto di moda l'arancio) in pitone e sono scesa. Mi ha caricata sulla sua Porsche e via, verso il mare. Apena arrivati là, non ci ferma mica la guardia di finanza per un controllo?  Ma io dico, un povero cristo che si guadagna da vivere facendo il primario in una clinica privata e trafficando in antiquariato nel tempo libero, avrà pur diritto a comprarsi la macchina che vuole e intestarla alla ditta della sorella per scaricare un po' d'iva no? E poi io dico, in questo paese non c'è più un minimo di privacy. Una figura poi, li fermi con la Porsche in piazzetta con 'sti qua che frugavano dappertutto... Una vergogna... Niente, anche la Befana rovinata. Ma sarò sfigata? Adesso vado da Provinciali e mi mangio una scarpetta di Sant'Ilario con triplo strato di cioccolato!


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

lunedì 9 gennaio 2012

E che il 2012 ci porti fortuna!

Visto il momento di crisi, le tasse che si alzano e gli stipendi (quando ci sono) che si abbassano…. Forse è veramente il caso di affidarci a un portafortuna. I più famosi sono la coccinella, il quadrifoglio, il ferro di cavallo, il cornetto (napoletano, non l’Algida), e il chiodo arrugginito, ma ognuno di noi ne ha uno personale. Il mio è una coccinella incollata su un centesimo di Euro che mi ha regalato mio suocero qualche anno fa.

Il mio portafortuna: una coccinella incollata su un centesimo di Euro

La tengo sempre in macchina da quando, dopo nemmeno una settimana che avevo comprato l’auto, mi hanno completamente sfatto giù la portiera. In effetti da quel giorno non mi è più successo niente, non so se per merito della coccinella o perché ero già stata abbastanza sfigata…
Ma ci sono anche i “portasfortuna” come i gatti neri (poverini), il sale versato, l’olio versato, lo specchio che si rompe, il passare sotto la scala… Mia mamma per esempio è convinta che l’anno bisestile porti una sfiga tremenda. Secondo lei tutte le disgrazie che sono capitate in famiglia sono accadute in anni bisestili. Altra sfiga assicurata sempre secondo mia mamma è quando si rompe una bottiglia d’olio (e non solo per la rottura di palle di raccogliere l’olio versato sul pavimento…). L’apice della sfiga in casa mia è stato quando si ruppe una bottiglia d’olio in un anno bisestile: la leggenda narra infatti che poche ore dopo la breccia dell’infausta bottiglia, venissi trasportata d’urgenza al pronto soccorso con la testa sanguinante. La realtà è che mio fratello, mentre giocavamo un po’ più maldestramente del solito, mi aveva inavvertitamente spinto contro l’angolo del letto. Ma per mia mamma era la jettatura della bottiglia dell’olio in congiunzione con l’anno bisestile…
E voi avete un porta fortuna? O un porta sfortuna…?


I ciondoli Salvini a forma di coccinella

La spilla Diamoro a forma di coccinella

sabato 7 gennaio 2012

Jean Harlow: quei capelli biondo platino che fecero impazzire Hollywood

Jean Harlow è una delle dive della Hollywood dei tempi d’oro, e senz’altro una delle più famose attrici degli anni ’30. Gli uomini impazzivano per la sua ingenua carica erotica e le donne la imitavano vestendosi e pettinandosi come lei.


giovedì 5 gennaio 2012

Il blog della Ludo


Beh tesore, sono troppo sfigata. Non sono mica poi andata a Berlino col dottore…. Quello spaccapalle di mio figlio so è andato a ammalare proprio venerdì pomeriggio, quando dovevo partire. Quel bambino è proprio una palla al piede. Avevo già la valigia pronta, avevo anche trovato il colbacco verde e rosa tutto tempestato di Swarovski, insomma ero troppo contenta. Niente, comincia a dire che sta male, che ha il vomito, che non sta in piedi. Secondo me era una cosa psicosomatica. Faceva così perché non voleva che partissi. Poi ci si è messa anche la Prima (la tata) a insistere e a dire che aveva la febbre a 39.5. Allora mi è toccato farle chiamare il pediatra. Ah niente, il pediatra ha detto che aveva la meningite e che non si poteva partire. Ma io gliel’ho spiegato: “Guardi che Gian sta qua, sono io che parto! C’è il dottore che mi aspetta, devo andare a Berlino! Ho già comprato l’abito”. Niente, non c’è stato niente da fare. In quarantena io, il rompipalle e la tata. Chiusi in casa come tre appestati. Ah ma io la tutina bianca me la sono messa lo stesso. E anche il pellicciotto e il colbacco. E poi quell’altro là non voleva più andare a letto. Tutta la notte a saltare su e giù per i divani come una scimmia. E poi ha voluto fare il trenino, poi si è messo a ballare la samba, la rumba, poi si è voluto provare le mie scarpe tacco 13. Insomma, era fuori come un balcone. Non ho ancorfa capito se sarà stata la febbre o quel mezzo bicchiere di vodka che gli ho dato per fargli mandare giù l’antibiotico…


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

mercoledì 4 gennaio 2012

Arrivano i saldi invernali: l'abbigliamento giusto per andare a CACCIA di occasioni

Tranquille, non vi dirò per l'ennesima volta che bisogna stare attente alle fregature, che dovete controllare il prezzo originale e lo sconto applicato e bla bla bla, le solite cose che ci ripetono tutti i telegiornali durante la prima settimana di saldi. Voglio invece proporvi un "outfit" come si dice ora, o piuttosto una "taccata" come preferisco dire io un po' provincialmente, da indossare per andare a caccia di saldi. Sì perchè di vera e propria caccia (l'unica che io tolleri) si tratta. E come tale ha le sue regole.
Quindi eccovi la mia proposta di "taccata" da caccia da saldo:
  • Un abito semplice che si infili e sfili velocemente (niente bottoni, zip che si incastrano, abiti streti ecc ecc.)
  • Un paio di collant perfetti per provare un abito o una gonna, ma allo stesso tempo poco ingombranti sotto i pantaloni
  • Un paio di comodi stivali
  • Occhiali a portata di mano per controllare i cartellini
  • Guanti senza dita per non perdere tempo a mettere e togliere i guanti (e magari perdeli anche)
  • Borsa a tracolla per avere le mani sempre libere per frugare, scartare, strappare (dalle mani delle altre...)
  • Sciarpa e cappello per coprire i capelli che col metti e togli finiscono sempre per elettrizarsi

    E che caccia al saldo sia!

domenica 1 gennaio 2012

Bazzano il paese dei presepi

Per il sesto anno consecutivo Bazzano, piccolo paese sulle colline parmensi, ha allestito i suoi famosi presepi. Bazzano è diventato da qualche anno "Il paese dei presepi": ospita infatti per le vie del paese e non solo, ben 150 presepi di tutti i generi. La maggior parte sono allestiti nei cortili delle abitazioni, ma se ne trovano un po' dappertutto. Noi ne abbiamo visti una trentina circa, ma  per chi volesse vederli tutti, è disponibile nel centro del paese, una cartina dettagliata.
Qui di seguito potete vedere alcune immagini dei presepi, ma se siete curiosi e volete vederne altri, trovate sul sito di Bazzano tutte le le foto e la cartina per trovarli. I presepi saranno visitabili fino a domenica 8 Gennaio. Bazzano è a a 482 metri sul livello del mare, a circa 30 km da Parma. E se amate i piccioli paesini non potete laciarvi scappare quest'occasione. Ma mi raccomando, copritevi! Noi ci siamo andati il pomeriggio del 31 e faceva piuttosto freddo (non sembra, ma la differenza di temperatura dalla città si sentive e come!). Da visitare, oltre ai presepi, la splendida pieve romanica.




















La pieve di Bazzano