domenica 4 marzo 2012

Racconto: "Nel cortile di mia nonna"

Oggi ho pensato di fare un regalino a tutti voi lettori del mio blog dedicandovi questo breve racconto scritto qualche mesetto fa. Come sapete nel tempo libero (e quando l'ispirazione si fa viva...) mi piace scrivere racconti, qualcuno già pubblicato sul blog e quancun altro ancora nel cassetto....
Spero  vi piaccia!

Nel cortile di mia nonna
di Silvia Diemmi
Quattro chiacchiere al parco (2008)
 di Tiziana Baiesi


Nel cortile di mia nonna tutti conoscevano tutti. Tutti i gli anziani che abitavano nelle due palazzine dell’Acer (o come lo chiamavano loro “l’ente autonomo”) si conoscevano, e conoscevano anche tutti i parenti degli altri anziani. Dai 6 ai 16 anni ho trascorso praticamente tutti i miei pomeriggi da mia nonna. D’inverno in casa a fare i compiti e guardare la tv, e d’estate in cortile. Quando ero fortunata c’era anche la Jenny, una mia compagna di classe che abitava con i genitori nell’altra palazzina. Quando ero sfortunata c’ero solo io e mi annoiavo un sacco ascoltando le conversazioni degli anziani che parlavano delle loro malattie e dei loro parenti, e cercando di capire quello che dicevano quando improvvisamente abbassavano la voce per non farmi sentire. Ma preferivo comunque starmene in cortile in loro compagnia piuttosto che in casa a guardare la tv. Della combriccola di anziani che abitavano nella palazzina, quella che mi era meno simpatica era la Lidè. La Lidè all’anagrafe si chiamava Aida (ma questo l’ho scoperto anni dopo), che in dialetto faceva Idè, che con l’articolo davanti diventava l’Idè, e che alle orecchie di una bambina che ancora non capiva il dialetto diventava una parola unica. Per me quindi era “la Lidè”. La Lidè aveva i capelli rossi corti e la carnagione pannosa. Abitava al piano terra, nell’appartamento di mezzo, quello che dava sul cortile dietro, dove d’estate non ci si riusciva a stare perché ci batteva il sole tutto il pomeriggio. Credo di essere entrata in casa sua solo una volta o due, e mi ricordo solamente che quando apriva la porta rimanevo abbagliata dalla luce che arrivava dalla finestra. La Lidè parlava male della sua vicina di casa, la Giordana, ma andava sempre a giocare a carte da lei e le chiedeva i piaceri. Io questa cosa non la sopportavo. Non capivo come una persona potesse parlare male di un’altra e poi giocarci a carte insieme. La Lidè aveva un figlio che si chiamava Gaetano, e tutte le volte che lo nominavano mi veniva in mente il cane parlante di Pozzetto in “Mia moglie è una strega”. Quando penso al cortile di mia nonna mi viene in mente quando io e Jenny scavavamo sotto le panchine alla ricerca di tesori nascosti. Scavavamo un sacco, fino sotto la base su cui poggiava la panchina, ma non trovavamo mai niente di più interessante di qualche coccio di vetro o qualche guscio di lumaca. Però ci divertivamo parecchio. Mi vengono in mente le seggiole verdi di nylon intrecciato sulle quali gli anziani scrivevano il loro nome per non confonderle, e che riponevano in cantina tutte le sere. Ma la prima cosa che mi viene in mente è il profumo del soffritto che cucinava mia nonna e le cene in cucina sul tavolo in formica celeste che adoravo. Ripenso a io e lei a tavola a cenare davanti alla tv che trasmetteva Casa Vianello. E adesso mi viene un po’ di malinconia a pensare che quei giorni non torneranno più. Posso provare tutte le ricette del mondo, ma il soffritto fatto con l’Ortolina come lo cucinava mia nonna non lo mangerò più. Nemmeno mia mamma lo sa cucinare come lei. Ma sono contenta perché se chiudo gli occhi mi ricordo ancora il suo sapore.


10 commenti:

Strawberry ha detto...

Che bello...una rievocazione di tempi andati emozionante...:-)

Arim ha detto...

=)
sembra di essere proprio lì...

Silvia ha detto...

Ragazze non sapete quanto mi fa piacere sapere che vi sia piaciuto! Ho cercato di trasmettere le emozioni che provavo da bambina, spero di esserci riuscita.

Lauren V ha detto...

sei molto brava a scrivere, complimenti :)

Anna Maria Dalcò ha detto...

E' sempre bellissimo rileggere questo racconto, brava!

Anna Maria Dalcò ha detto...

E' sempre bellissimo rileggere questo racconto, brava!

Silvia ha detto...

@ Lauren: grazie mille!
@ Anna: beh, tu l'avevi letto in anteprima, e poi direi che il cortile lo conoscevi abbastanza bene anche tu!

Elisabetta de Michele ha detto...

Silvia, bellissimo racconto! Posso leggerlo in occasione di una festa del vicinato? Farò ovviamente il tuo nome come autrice!

Elisabetta de Michele ha detto...

Silvia, bellissimo racconto! Posso leggerlo in occasione di una festa del vicinato? Farò ovviamente il tuo nome come autrice!

Silvia ha detto...

Certo che lo puoi leggere alla festa, mi farebbe veramente molto piacere!
P.s. se vuoi puoi fare anche il nome del mio blog, così mi fai un po' di pubblicità ;-)