giovedì 26 gennaio 2012

E dopo il racconto del terremoto della Ludo, la mia versione dei fatti

Come immagino avrete saputo dai tg (ma anche dalla Ludo), ieri nelle mie zone c’è stato il terremoto. Siccome la Ludo ha già raccontato con dovizia di dettagli cosa stava facendo e come ha reagito, mi sembrava giusto raccontare anche la mia versione dei fatti. Me ne stavo tranquillamente in ufficio tutta sola soletta (evento più unico che raro, perché nel mio ufficio, siamo in 5, con continuo andirivieni di altri colleghi), nel mio angolino vicino alla finestra, quando a un certo punto sento ballare il pavimento. Dovete sapere che l’edificio dove lavoro è costruito in modalità palafitta: praticamente una struttura perimetrale che sorregge (non si sa bene come) due piani. Come faccia a stare in piedi per noi dipendenti è un mistero (se c’è qualche ingegnere e/o architetto che legge forse potrebbe aiutarmi…). Tanto per rendere l’idea, quando qualche collega “corpulento” cammina al secondo piano (dove c’è il mio ufficio), trema tutto il pavimento, così come quando si sbattono le porte. Tutto ciò a detta di alcuni è sinonimo di struttura altamente antisismica, ma io ho e avrò sempre i dei dubbi in merito. Quindi quando ho sentito la prima scossa capite bene che non mi sono minimamente scomposta. Quando però ho sentito che tutto continuava a ballare, ho capito che c’era qualcosa che non andava. In quel momento ammetto che ero presa dal panico: non sapevo assolutamente cosa fare. Nella mia mente c’era il vuoto: me ne stavo lì, ferma, aspettando che tutto finisse di tremare. Non so come ho resistito alla tentazione di buttarmi giù dalle scale e uscire il più presto possibile dall’edificio (cosa che avevo invece fatto durante il terremoto del 2008, per poi pentirmene una volta capito che le scale sono la prima parte degli edifici a crollare). Ero impietrita e in balìa degli eventi. Poi per fortuna dopo 10 INTERMINABILI SECONDI il pavimento ha smesso di tremare. Allora i colleghi hanno cominciato a fare le battute, io ho ricominciato a respirare, e tutto è tornato alla normalità. Per fortuna non ci sono stati danni né in azienda né a casa, ma il sapere dopo un paio d’ore che era stato dato l’ordine di evacuazione a tutti gli edifici scolastici di città e provincia non ha contribuito a rasserenarmi. In questi casi ci si rende conto di come noi uomini siamo veramente niente in confronto alla natura. Pensiamo di essere così forti e intelligenti, ma di fronte alla forza della natura tutte le nostre tecnologie non valgono niente.
Stavo pensando: perché la Apple non progetta un’app. che preveda i terremoti?

1 commento:

Strawberry ha detto...

Io sono nata in zona sismica..e sebbene a certi aspetti ti abitui,se ti ci metti a pensare ti senti sempre piccolissimo di fronte alla natura, al suo potere e all'universo intero..
un app per i terremoti? c'è il sito dell'istituto nazionale geofisica e vulcanologia che monitora il territorio da sempre e puoi controllarlo da internet...così stai sicura anche se non hai un iphone..