lunedì 31 ottobre 2011

Speciale Halloween: Fuga da Alcatraz

… E dopo il post dedicato all’isola di Alcatraz (QUI), eccone un altro a “tema”, dedicato questa volta alla famosa fuga dal penitenziario dal quale era impossibile fuggire.



Speciale Halloween: il penitenziario di Alcatraz



In occasione della festa di Halloween ho pensato di dedicare un post alla terrificante isola di Alcatraz… Cosa c’è di più pauroso di una prigione abbandonata su una piccola isoletta? Pensare di visitarla per la notte di Halloween mette i brividi!

sabato 29 ottobre 2011

La sperduta isola di Tristan da Cunha

C’è una piccola isoletta lontana da tutto il resto del mondo, sperduta nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Un’isola di soli 98 kmq, abitata da 262 fieri cittadini britannici. Si chiama Tristan da Cunha, dista 2.816 km (1750 miglia) dal Sud Africa e 3.360 km (2088 miglia) dal Sud America. Ed è letteralmente sperduta in mezzo all’oceano.

isola Tristan da Cunha

venerdì 28 ottobre 2011

Automatic Precision Lip Liner

Ho recentemente acquistato la matita per labbra Automatic precision lip liner di Kiko in due tonalità diverse (505 e il 511) per abbinarle al meglio ai miei due rossetti L’oreal color riche e devo dire che sono rimasta molto soddisfatta (non sempre i prodotti Kiko mi soddisfano le mie aspettative). Innanzitutto trovo una gran comodità la matita automatica (sia per gli occhi che per le labbra). Quando devo fare la punta alla matita di solito sporco le dita, il temperino e anche il piano d’appoggio del bagno: una tragedia. Senza tralasciare il fatto che sono sempre in ritardo e la matita è perennemente senza punta, con tutto ciò che ne consegue (generalmente trucchi mezzi sbavati che poi si risolvono in una sfumata generale che salva sempre). Invece con la matita automatica la punta è sempre perfetta!
La matita si applica bene, il contorno labbra è ben delineato, e con lo sfumino incorporato si può tranquillamente sfumare il colore all’interno delle labbra (io uso il rossetto e uso la matita solo per il contorno, ma preferisco sempre sfumare un po’ il contorno verso l’interno per rendere il distacco meno netto).

Conclusione: matita Automatic precision lip liner di Kiko promossa a pieni voti!



giovedì 27 ottobre 2011

Il blog della Ludo

Sono troppo contenta perché finalmente è ricominciato il Grande Fratello. Almeno ho qualcosa di cui parlare con le mie amiche. Sempre questi disastri naturali, inondazioni, crisi politica, crisi economica, non se ne può più. Al mattino quando faccio colazione al bar non sento parlare d’altro. Io di politica non ne capisco niente, non mi interessa proprio. E’ una cosa così inutile, non serve a niente e a nessuno. Ora che ci penso sono uscita qualche volta con un assessore: mi faceva un sacco di regali e mi portava sempre a cena al Forte. Poi però ho scoperto che era sposato. Non che per me fosse un problema. Finché avrebbe continuato a offrire io sarei uscita con lui. Poi però la moglie l’ha beccato, ha chiesto la separazione e l’ha prosciugato. A quel punto chi me lo faceva fare? Io l’ho mollato, era pure vecchio. Con lui però non parlavamo mai di politica. Io pensavo che lo facesse per non mettermi a disagio, ma poi ho scoperto che l’avevano fatto assessore solo perché sua moglie era la segretaria personale di un costruttore importante, e di politica non ne capiva niente neanche lui! Ecco, io vorrei fidanzarmi con uno dei fusti che ci sono nella casa del Grande Fratello. Con loro sì che mi troverei bene: andremmo insieme dalla Maria de Filippi, dalla d’Urso, dalla Toffanin, mi comprerebbe un sacco di vestiti costosi, e poi niente problemi di conversazioni di politica!

La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

mercoledì 26 ottobre 2011

Il ritorno delle mitiche Mary Jane

Le mitiche MaryJane, le classiche scarpe con cinturino, quest'anno sono tornate alla riscossa. Non che siano mai passate di moda, un classico che più classico non si può, accompagnano noi donne da ormai più di un secolo tra alti e bassi. E chi ne possiede un paio nell'armadio farebbe bene a tenersele care: un paio di Mary Jane sono un vero e proprio investimento.

Quest'inverno le indosseremo con le gonne al ginocchio e calze coprenti.
I materiali? Pelle liscia ovviamente, ma anche glitterate, scamosciate, e ovviamente pitonate (il pitone sarà il vero must di quest'anno, ne avevo parlato in questo post).
E per le più giovani, che magari possono trovare la Mary Jane un po' troppo "agè", Prada propone le Mary Jane in versione stivale.

In versione glitterata, Prada

Con grandi bottoni, Prada

Pitonata con mini cinturino con fiocco, Louis Vuitton


Aperta dietro, Louboutin

Pitonata open toe, Prada

In versione stivale, Prada

martedì 25 ottobre 2011

Finalmente trovato il nastro scozzese!

Sono sicura che tutti vi ricorderete del famoso nastro scozzese del quale mi ero innamorata l'anno scorso, e che ho cercato per mari e monti (ne avevo parlato qui). Sono lieta di informarvi che finalmente L'HO TROVATO!!!!!!
Ecco in anteprima le immagini del nastro col quale mi accingerò a decorare il mio albero di Natale tra poco più di un mese:


lunedì 24 ottobre 2011

I nuovi ghiaccioli Stoyn

Stanchi dei soliti gelati? Avete voglia di addentare qualcosa di più intrigante del classico ghiaggiolo dalla forma di ghiaciolo? L'agenzia pubblicitaria russa Stoyn ha lanciato un divertentissimo esperimento di design creando dei ghiaccioli con i volti di personaggi famosi. Ogni personaggio ha un gusto diverso e gli ingredienti sono rigorosamente bio. Per ora sono in vendita solamente in Russia, ma chissà che per la prossima estate non arrivino anche in Italia!

Il manifesto pubblicitario con Che Guevara e Marilyn Monroe
Darth Vader di Guerre stellari al gusto mirtillo e liquirizia


Una bomboletta di vernice spray al gusto Chwingum anni '90 (?)

Topolino al gusto mango

Il mio preferito?
Paperino al gusto Banana e cioccolato ovviamente!

sabato 22 ottobre 2011

Vellutata di zucca spiegata passo per passo (per chi non l’ha mai fatta)

L’altra sera mi sono cimentata nella vellutata di zucca. Avevo una mezza zucca che girava per il frigo e per evitare che mettesse su le zampine e se ne andasse a zonzo per la casa, ho pensato di impiegarla in una vellutata. Siccome in rete non ho trovato ricette che mi aggradassero ho chiesto in ufficio e una mia collega saggia mi ha dato questa ricetta semplice e senza abbinamenti strani. Il procedimento è semplice, il difficile è avere l’occhio sulle dosi. Per questo, avendo appena preparata la mia prima vellutata di zucca, mi sento di dare qualche consiglio utile a chi si appresta a cucinarla per la prima volta.

Gli ingredienti
zucca                          erbe aromatiche o alloro
scalogno o cipolla         patate
brodo vegetale            cipolla
carote (opzionali)

Le dosi: ecco, qui viene il difficile. Per avere un’idea delle dosi io ho utilizzato metà zucca e 3/4 patate, e ho preparato una vellutata per 4/5 persone.
Le proporzioni della zucca e delle patate sono circa 2/3 di zucca e 1/3 di patate (ma possono ovviamente variare a piacimento!). Per regolarmi io faccio prima cuocere la zucca, poi una volta passata nel passaverdure cuocio le patate di conseguenza (con la zucca intera non riesco bene a rendermi conto delle dosi).

Procedimento
Cuocere la zucca e le patate: come detto sopra, per avere un’idea delle proporzioni è meglio fare cuocere  prima la zucca e poi le patate, ma se avete già l’occhio potete fare le due cose in contemporanea. Le patate vanno fatte lessare, mentre la zucca può essere cotta a vapore o al forno.
Quando è cotta si toglie la polpa con un cucchiaio, non è necessario tagliarla.
- Una volta cotte zucca e patate, si passano entrambe col tritapatate (quello che usiamo per il purè) o col passaverdure.
- Poi prepariamo il brodo con il dado vegetale (io ho usato 1 dado sciolto in 1/2 litro d’acqua).
- Contemporaneamente in una pentola bella grande prepariamo il soffritto con olio e scalogno (o cipolla).
Volendo si può aggiungere anche la carota (attenzione che la zucca è già abbastanza dolce di suo, con l’aggiunta della carota la vellutata può risultare troppo dolce).
- Quando il soffritto è ben dorato e comincia a sprigionare l’aroma per tutta la cucina, aggiungiamo la zucca e le patate e mescoliamo ben bene aggiungendo il brodo poco per volta. E’ importante non aggiungerlo tutto subito, ma poco per volta, valutando la consistenza della vellutata (altrimenti rischiamo di metterne troppo e ottenere una sbrodaglia!).
- Aggiungiamo poi l’alloro e facciamo cuocere per 10/15 minuti o comunque finché patate e zucca non si sono ben amalgamate col brodo.
- Infine togliamo l’alloro e, se preferiamo avere una consistenza più “morbida”, possiamo frullare il tutto col frullatore a immersione.

Per servire Possiamo aggiungere un filo d’olio una volta versata la vellutata nel piatto e completare il tutto con qualche crostino

P.s. Quando svuotiamo la zucca non buttiamo i semi, possiamo tostarli nel forno (dopo averli puliti per bene) per qualche minuto (10’ ca.) e poi servirli come snack.

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giovedì 20 ottobre 2011

Il blog della Ludo


 
L’altra settimana sono andata a Mercanteinfiera insieme a mia mamma. Lei ha sempre i biglietti perchè la sorella della prima moglie di suo marito fa l’antiquaria a Milano. Mi piace andare a Mercanteinfiera perché c’è della gente della mia estrazione sociale. E’ un po’ come andare allo Sporting. Ci conosciamo tutti, e se non ci conosciamo già, ci conosciamo lì. Per esempio ho conosciuto un dottore di Lodi che si è offerto di farmi da consulente mentre stavo provando una pelliccia vintage. E’ un gran signore, si vedeva perché portava il Rolex, e se ne intende parecchio di pellicce. Per esempio mi ha detto che quella che stavo provando non era di gran valore, mentre me ne ha consigliata un’altra che ha detto che mi donava molto. Alla fine l’ho comprata la pelliccia. E sono anche uscita col dottore di Lodi. Veramente ha insistito tanto per accompagnarmi a casa la sera stessa, allora ho mollato la macchina a mia mamma e io sono andata via con lui. L’ho fatto per educazione: è stato così gentile che non volevo essere maleducata con lui.
Perché io sono una donna dal cuore grande.



La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

sabato 15 ottobre 2011

Vivien Leigh: quando la passione si spinge oltre il destino

Quando ci capita di sentire il nome Vivien Leigh, immediatamente pensiamo a Rossella O’Hara. Ma Vivien Leigh era molto di più della viziata Rossella, era una bravissima attrice che dedicò tutta la sua vita alla sua più grande passione: la recitazione. Una passione per la quale trascurò la salute e che lentamente la portò alla morte. 

venerdì 14 ottobre 2011

Portiamo un po’ di autunno nelle nostre case

E se, anche non potendo assistere al Foliage americano , volessimo portare nelle nostre case un po’ di autunno, come fare? Possiamo passare una bella domenica autunnale facendo una gita in montagna (o anche solamente qualche ora in un parco cittadino) e raccogliere un po’ di foglie, ghiande, castagne (con e senza ricci) e poi, una volta a casa sistemarle in un bel sottopiatto trasparente e utilizzarlo come centrotavola. 


Oppure chi è più fortunata e possiede un giardino, può mettere qualche zucca decorativa (di quelle piccoline carinissime che si trovano anche al supermercato) in un cesto, magari su un letto di foglie, e collocarlo davanti alla porta d’ingresso.
Ma come conservare le foglie che abbiamo raccolto? La cosa fondamentale è cercare di togliere la normale acqua di idratazione. Per fare ciò possiamo precedere in due modi:
- Nel microonde: mettiamo la foglia tra due fogli di carta assorbente, e la inforniamo per un minimo di 30 fino a un massimo di 120 secondi (dipende da quanto la foglia è umida) a temperatura media.
- Farla seccare tra le foglie di un libro: anche in questo caso occorre mettere la foglia tra due fogli di carta assorbente. Mettiamo poi la foglia tra le pagine del libro e lasciando ca. 20 pagine tra una foglia e l’altra. Cambiamo poi la carta assorbente il secondo giorno. Dopo ca. una settimana la foglia dovrebbe essere pronta. Attenzione che le pagine del libro potrebbero scolorirsi, utilizziamo

Se poi vogliamo dare un tocco in più alla nostra foglia ed essere sicure che col tempo non si rovini, possiamo anche spruzzarla con la pratica vernice spray.

Si colorano le foglie: inizia la stagione del Foliage


L’autunno è la stagione che preferisco: la natura si veste di colori meravigliosi che scaldano il cuore. Vedere gli alberi e le siepi che giorno dopo giorno cambiano colore è una meraviglia. Negli USA c’è un vero e proprio turismo dedicato al Foliage (il fenomeno della colorazione autunnale delle foglie) che ogni anno in questo periodo attira visitatori da tutto il mondo. I paesi più visitati per il foliage sono quelli nella costa nord orientale, il così detto New England. 
Per chi volesse organizzare un viaggio a tema Foliage, questi i siti dove trovare info utili:


E se invece volete dilettarvi a decorare la casa con colori autunnali, questo post potrebbe interessarvi: 
Portiamo un po’ di autunno nelle nostre case



It's tea time!

giovedì 13 ottobre 2011

Il blog della Ludo

L’altro giorno sono andata alla riunione a scuola di Gian. Quest’anno sono contenta perché in classe con lui ci sono sia la Maria Sole che la Maria Giulia. Mi dispiace un po’ che non ci sia PierAntonio, il figlio del Dottor Mazzacurati, sì, proprio lui, il presidente della clinica privata, ma anche quest’anno l’hanno bocciato. E’ veramente un peccato, perché quando sua mamma l’andava a prendere a scuola prendeva sempre su anche Gian. Quest’anno mi toccherà farlo andare in taxi. Io non ho proprio tempo di accompagnarlo a scuola. Comunque la riunione è andata bene, quest’anno hanno ridotto le ore di italiano per dare spazio alle ore di telegiornale. Hanno detto che è una nuova materia: praticamente i bambini guardano in classe Studio Aperto (hanno fatto un sondaggio tra noi genitori per scegliere il telegiornale più adatto e ha vinto Studio Aperto perché è quello che la maggioranza di noi guarda) e poi si fa un dibattito sul su un servizio a scelta .Io la trovo un’ottima idea e sono sicura che in questa materia Gian andrà benissimo. Tra l’altro alla riunione ho visto un papà nuovo che l’anno scorso non c’era, molto interessante: brizzolato, lampadato, palestrato, tatuato… veramente meritevole. Sarà il nuovo compagno di qualche mamma. Devo informarmi.




La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

mercoledì 12 ottobre 2011

Stop alla sabbiatura dei jeans

Ho appena letto un interessante post sul processo di sabbiatura dei jeans (è un processo che viene utilizzato per schiarirli e renderli morbidi) e sugli effetti collaterali che produce sulla salute dei lavoratori impiegati in questo procedimento. Il tutto è partito da un servizio delle Iene, poi la notizia si è diffusa, ed eccomi qui a parlarne anch’io. Per fortuna alcuni marchi hanno già bandito questa tecnica, mentre altri per ora si sono dichiarati intenzionati a farlo (altri ancora non hanno rilasciato dichiarazioni in merito).
Questo è il link al blog Stylosophique dove potete leggere l’interessante post di Iris sull’argomento, mentre se volete firmare (io l’ho già fatto) per chiedere di bandire il processo di sabbiatura e di fornire supporto medico ai lavoratori impiegati in questo tipo di lavoro, potete farlo qui. Sul sito cleanclothes.org troverete anche quali marchi hanno già bandito questo processo.

martedì 11 ottobre 2011

I wear pink for...

Coliac, un velato tocco di vintage per una raffinata collezione di gioielli e accessori

Ho recentemente scoperto il marchio Coliac. Dietro a un marchio dal nome internazionale, si nasconde in realtà una ragazza italiana, Martina Grasselli, che ha saputo dare un velato tocco di vintage alla sua collezione di accessori e gioielli. Stavolta non è il solito vintage dozzinale del quale sinceramente non se ne può più, ma un vintage raffinato, appena accennato con leggere linee dèco.  
Queste sono gli articoli che più mi sono piaciuti:





Questo è il mio preferito. Vorrei averlo ideato io, è un a vera genialità.




lunedì 10 ottobre 2011

Il dibattito calcistico del lunedì

Come ogni lunedì si apre in ogni luogo in Italia il dibattito sportivo sulle partite della domenica. Non c’è luogo che si salvi: dal bar, all’autobus, all’ufficio, all’edicola, tutti gli uomini di qualsiasi età e classe sociale non parlano d’altro. 
Dai bambini nei corridoi a scuola, ai manager davanti alla macchinetta del caffè, al barbiere di quartiere fino al vescovo nei suoi lussuosi appartamenti. Ognuno ha la sua opinione, che può essere uguale o diversa da quella degli altri, non importa. Ciò che importa è che è quella corretta. Gli arbitri sono, a seconda delle fazioni, cornuti o bravi; i calciatori sono delle schiappe o dei miti, gli allenatori sono fortunati o sfortunati. Ma la cosa più bella è la formazione. Sì perché ogni italiano ha la formazione della sua squadra del cuore, e sa che se l’allenatore avesse fatto giocare i calciatori secondo la sua formazione, la sua squadra avrebbe vinto. Generalmente infatti il dibattito termina con: “Ah ma se avesse fatto giocare questo al posto di quello avremmo vinto!” oppure “Doveva fare scendere quello al primo tempo e mettere su quell’altro!”. Ovviamente la formazione dell’italiano medio viene redatta al termine delle partite, a risultati fatti. Ma questo è il bello del calcio, dei nostri uomini italiani, e noi li lasciamo fare. 

Dopotutto… non fa tenerezza pensare che si divertono con così poco?


domenica 9 ottobre 2011

Il visitatore domenicale di Mercanteinfiera

Il visitatore domenicale di Mercanteinfiera generalmente ha ricevuto casualmente un paio di inviti omaggio e, non sapendo cosa fare la domenica pomeriggio, decide di elevare la sua sfera culturale passando una giornata tra antiquari a oggetti (non sempre) d'arte.


Non essendo assolutamente un conoscitore nè d'arte, nè tentomeno di modernariato, sentendosi fuori luogo e provando anche qualche complesso di inferiorità , impiega tutti i suoi sforzi nell'agghindarsi al meglio per non fare trapelare la sua vera natura.
In particolare il visitarore domenicale di Mercanteinferia può essere di 3 tipi ben riconoscibili:

- il finto esperto d'arte
Generalmente l'erudizione artistica del finto esperto d'arte risale ai tempi delle medie, ma crede di riuscire a spacciarsi per intenditore abbigliandosi con tutto quanto di stravagante ha nell'armadio (suo e dei suoi familiari). Il finto esperto d'arte si riconosce da: occhiali bianchi, sigaro in bocca, papillon a fantasia, giacca a quadri, scarpe bicolori, cappello. Quando il caso è molto grave indossa tutte queste cose inieme.

- la cacciatrice di dote
La si riconosce dall'abbigliamento "audace" e provocante: in pratica sembra uscita da zoccolandia. Non si finge necessariamente erudita, anche perchè non riuscirebbe a reggere il gioco. Il suo scopo è ovviamente quello di irretire un antiquario con dei soldi per accasarsi.

-  il finto signore
Generalmente un paesanotto accompagnato da consorte che, non sapendo bene cosa aspettarsi, indossa l'abito della festa. Lo si riconosce perchè sembra uscito da un matrimonio (o da una cresima, a seconda dell'età) e si guarda intorno come Pinocchio nel paese dei balocchi.


Il mio look di oggi? Molto alternativo: jeans, maglietta, felpa e scarpe da ginnastica!


venerdì 7 ottobre 2011

Sundance resort: il resort di Robert Redford

Stavo pensando in questi giorni di prendermi una vacanzina per il periodo natalizio e sono capitata casualmente sul sito del Sundance Resort (quello di Robert Redford, nella cittadina dove si svolge l’omonimo festival cinematografico). Lo so, è un po’ lontano, ma d’altronde quando si fanno le cose si fanno fatte bene!
Il resort è tra le montagne dello Utah, ad un passo dalle piste da sci (accessibili direttamente dal resort) e include una Spa, una scuola di sci, una sala cinematografica, un teatro all’aperto, due ristoranti, un bar, un emporio e un negozio di dolci. Ma non aspettatevi il classico albergone in mezzo ai monti, al contrario le camere sono distribuite su tutta l’area occupata dal resort, e vanno dalle più economiche ma molto carine cabin, a dei veri e propri cottage su due piani. 
Piccolo particolare da non tralasciare: la struttura è stata acquistata nel 1969 da Robert Redford.

I prezzi, contrariamente a quanto si possa pensare, sono piuttosto abbordabili (non dico che siano economici, ma per una struttura del genere sono più che adeguati): per esempio una camera doppia costa 199$, ma considerate che spesso si trovano delle offerte. Nel mese di ottobre è infatti in corso la promozione “Quiet Time” che prevede una doppia a 159$ (179$ durante il week end) colazione inclusa, nonché menù a tema nei ristoranti del resort.
E dulcis in fundo…. Nel mese di Novembre si svolgerà la rassegna “Redford Film Series” e si potranno vedere i film dell’attore nello sala cinematografica (io ci andrei solo per quello...).

Allora, quando partiamo?

La mappa del resort, tanto per rendere l'idea...
Il ristorante Foundry grill

Il ristorante Tree room


E' arrivato l'autunno...

giovedì 6 ottobre 2011

Il blog della Ludo

Venerdì scorso mi è successa una cosa che mi ha fatto scompisiare dalle risate. Ero appena uscita di casa per andare a prendere l’aperitivo al Peter Pan con la Cicci e la Titti. Erano più o meno le 9 e tre quarti e quando ero in mezzo a Via Farini incrocio una coppia di turisti stranieri (si vedeva che non erano italiani perché erano biondi naturali) che mi si avvicinano e cosa mi chiedono? Se sapevo dov’è una pizzeria vicino al centro. Ma io dico: “Scusa, ma ho la faccia di una che va in pizzeria io?” e me ne vado via. Ci sono rimasti troppo male! Quando l’ho raccontato alla Cicci e alla Titti abbiamo riso per mezz’ora! Se ci penso mi viene ancor da ridere. Che gente che c’è in giro… Ma mi hanno vista? Ma guarda la gente prima di fermarla per strada? Secondo te io porto le mie Saddler dentro una pizzeria? Beh comunque l’aperitivo come lo fanno al Peter Pan non lo fanno da nessuna parte. E poi è comodo perché la Cicci ha parcheggiato il Classe A direttamente davanti, perché anche se è zona TL lì davanti si può parcheggiare lo stesso. 


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi.

Il castello di Linderhof


La fontana davanti all'entrata del castello
Anche questo, come Herrenchiemsee, più che un castello è un palazzo. 
Dei tre fatti costruire da Ludwig è quello che è stato abitato per più tempo, essendo stato costruito tra il 1869 e il 1878 (il re morì nel 1886). La funzione del palazzo non era di rappresentanza ma di rifugio: non sono infatti presenti camere per gli ospiti, e le stanze hanno dimensioni più ridotte rispetto a quelle degli altri castelli (questo lato solitario di Ludwig devo ammettere che mi piace molto). Per il suo progetto trasse ispirazione dal Petit Trianon di Versailles, fatto costruire per Maria Antonietta. Anche in questo caso il palazzo è immerso in un immenso parco dove sono dislocate anche altre costruzioni, e cioè:
  • la Grotta di Venere (di cui ho già parlato qui)
  • la Casa marocchina
  • il Chiosco moresco
  • la capanna di Hunding
  • l'Eremo di Gurnemanz
Di questi purtroppo per motivi metereologici (pioveva a dirotto, eravamo inzuppati dopo aver fatto la coda sotto la pioggia, e gli edifici sono dislocati in tutto il parco) abbiamo visitato solo la grotta e il chiosco moresco. Inutile dire che anche questo è un ottimo motivo per ritornare. Delle stanze visitabili del palazzo (troppo poche, purtroppo) quella che mi ha più affascinato è stata la stanza degli specchi.

La stanza degli specchi
 Le pareti sono completamente decorate da specchi con ricche cornici dorate. La stanza non è tanto grande (considerato che siamo in un palazzo), ma il gioco di specchi creato fa sì che, posizionandosi al cento e guardando uno qualsiasi degli specchi, si ha l’illusione di essere all'interno di una galleria infinita. In questa stanza si può anche osservare una delle collezioni di vasi di Ludwig che è inserita all'interno di apposite mensole ricavate negli stucchi delle decorazioni (veramente quando si entra si rimane abbagliati dall'oro utilizzato per gli stucchi, quindi ci vuole un po’ per riprendersi e vedere anche i vasi…). Il parco, come detto, è immenso e mentre lo si percorre non si può fare a meno di immaginarsi Ludwig mentre lo percorre al chiaro di luna sulla sua slitta trainata da cavalli…

La facciata del castello 

Il Chiosco moresco

Una magnifica giornata di pioggia....
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