lunedì 27 giugno 2011

Saluti prima delle vacanze

Ciao! In questi giorni sono in vacanza in Grecia e non penso di riuscire ad aggiornare il blog. 
O meglio, quando capiterò in qualche zona wi-fi ci proverò sicuramente.... ma  non garantisco i risultati!


Ecco esattamente dove passerò le mie vacanze:






Se volete vedere esattamente dove sono (cioè dov'è Kos):


Con i miei potenti mezzi tecnologici ho evidenziato in rosso l'isola di Kos.
E' a destra, vicino alla Turchia.


 Ci vediamo al mio ritorno con foto e aneddoti!


giovedì 23 giugno 2011

125° anniversario della morte del re Ludwig II

Il 13 giugno si è celebrato il 125° anniversario della morte del re Ludwig II (quello del castello di Neuschwanstein, per intenderci). Il re infatti morì nel 1886 in circostanze quanto meno “misteriose”: il suo corpo venne ritrovato nel lago Starnberg  insieme a quello del dottore che l’aveva dichiarato insano di mente solo 3 giorni prima.  I due erano usciti per una passeggiata qualche ora prima. E proprio per festeggiare la ricorrenza (anche se a pensarci bene non è bello festeggiare per la ricorrenza della morte di qualcuno) quest’anno ci saranno mostre ed eventi dedicati al Re di Baviera.



Queste sono alcune immagini dei festeggiamenti che si sono tenuti il 13 Giugno:



L’elenco degli eventi che si terranno da maggio a ottobre in ricordo del re Ludwig II: http://www.tuttobaviera.it/mostra-ludwig.html


Il famoso castello di Neuschwanstein

Inutile dire che sarebbe un’ottima occasione per visitare (o rivisitare) i famosi castelli….

mercoledì 22 giugno 2011

Un’esperienza INDIMENTICABILE: il film più brutto della mia vita. Betta questa me la paghi!

Ieri sera ho  visto il film più schifoso della mia vita. Mai visto un film così brutto. Per rendere l’idea dico solo che non sono riuscita a vederlo tutto, faceva così schifo che sono uscita dal cinema mentre era ancora in corso la proiezione.

Ma cominciamo dall’inizio.
Io ieri sera volevo andare alla Casa della Musica per la Festa della Musica. Ho proposto la cosa alla mia compagna di sventura (che si chiama Betta), ma siccome c’era da andare al pomeriggio per prendere i biglietti (gratuiti) e non avevamo tempo, la compagna di sventura mi ha proposto di andare al cinema. Io sarei voluta andare a vedere una tranquillissima commedia francese (“Le donne del 6° piano”) ma lei che fa tanto l’intellettuale mi ha proposto questo meraviglioso film (“La venere nera” appunto) spacciandomelo come la storia di una povera nera che viene in Europa a fare il fenomeno da baraccone. Siccome aveva i biglietti gratis, l’ho accontentata e mi sono lanciata in questa avventura (pessima idea).
Questa è la locandina del film.
Così se vi capita di vederla davanti a un cinema sapete che non ci dovete entrare!
La scena iniziale del film è questa: XIX° secolo, tipica aula di anatomia con il professore al centro e gli studiosi sui banchi a gradinate. Al centro, oltre al professore, una statua a grandezze naturali di una donna di colore e, sui cavalletti, delle rappresentazioni di organi genitali femminili enormi. Ma enormi veramente!!!!! E già lì ho capito che c’era qualcosa che non andava….Insomma, per tagliarla corta (anche se il film era altro che corto: 3 ore) il film raccontava la storia di questa poveretta con un sedere enorme e una vagina enorme (ma enorme davvero!) che girava l’Inghilterra e la Francia come fenomeno da baraccone esibendosi prima nei circhi e poi come fenomeno “erotico” nei salotti  francesi. Finito questo iter (nel frattempo viene anche studiata dagli anatomisti francesi) diventa prostituta in un bordello. E qui siamo uscite dal cinema perché ne avevamo anche troppo…. La storia di per sé poteva anche essere interessante, ma era il modo in cui era raccontata che veramente era osceno. Diciamo che tutto era raccontato con dovizia di particolari (in pratica era un mezzo film porno). E soprattutto il regista non si è risparmiato in immagini del culone gigantesco della povera protagonista (quasi sempre a carponi) che da sole hanno occupato gran parte del flim. Sono uscita disgustata. E ho continuato ad avere davanti agli occhi quel culone per tutta la notte! E’ stato un incubo!!!

Tra le scene che ho più apprezato di questo film vorrei ricordare:
- la vecchia col seno scoperto che durante l’orgia cavalca la povera nera e si eccita pure
- i curiosi che toccano il culone perché porta fertilità
- i 15 minuti abbondanti in cui vengono riprese le misurazioni delle dimensioni     delle varie parti del corpo della poveretta
- la ceretta inguinale “di gruppo” nel bordello

Grazie Betta, questa me la paghi!!!!

Un'immagine di Saartjie Baartman alla quale è stato ispirato il film (purtroppo è anche una storia vera)



giovedì 16 giugno 2011

La contea del Lancaster, terra degli Amish

Il paesino di Bird in Hand
Quando nel 2005 siamo andati negli Stati Uniti, abbiamo fatto una tappa programmata nella contea del Lancaster. Per chi non lo sapesse, la contea del Lancaster, in Pennsylvania, è la contea dove risiede la più alta concentrazione di Amish.
Gli Amish non amano essere fotogratati, ed è per questo che non troverete in questo post loro immagini. Sono piuttosto schivi, amano essere lasciati in pace e così noi abbiamo fatto. Inutile dire che vedere sulla strada statale trafficata da auto e tir, il classico calessino trainato da cavalli ci ha fatto un po' effetto....
Noi abbiamo soggiornato nel paesino di Bird In Hand, veramente molto carino: sembrava di essere tornati indietro nel tempo. Anche il B&B dove abbiamo dormito, il Bird in and Village Inn era carinissimo. Alla sera poi abbiamo mangiato in un family dining (non saprei come spiegarlo in italiano: una mezza via tra un self service e una trattoria) dove abbiamo mangiato specialità Amish (che sinceramente ho rimosso) e pasteggiato ad acqua perché nella contea del Lancaster è proibita la vendita e il consumo di alcolici. Ho anche comprato un libricino sugli Amish (che ovviamente non ho mai letto). Dopo qualche ora, essere circondati da questi uomini e queste donne vestiti come dei contadini dell’ottocento era quasi normale.


Il Bird in hand Village Inn,
 la locanda dove abbiamo pernottato....



....e la sua insegna







Gli Amish e le loro usanze

Vi avevo già parlato in questo post della mia visita alla contea di Lancaster, in Pennysilvania  dove risiede la più grande comunità Amish di tutti gli Stati Uniti.
Come sempre quando qualcosa mi incuriosisce, voglio saperne un po' di più, e questo è quanto ho scoperto a proposito degli Amish.

La loro istruzione scolastica si ferma ai 13 anni: raggiunta quell’età infatti smettono di studiare per iniziare a lavorare. 




Gli uomini lavorano principalmente nei campi e nelle stalle, mentre le donne si occupano dei figli (di solito numerosi) e dei lavori domestici. Quando arrivano ai 16 anni, i ragazzi hanno la possibilità di uscire dal villaggio per conoscere il mondo e decidere così se fare ritorno (sarei curiosa di sapere in che percentuale). 




Una volta sposati, gli uomini si fanno crescere la barba ( concessa perché associata ai personaggi biblici) ma non i baffi (vietati perché associati al potere militare )e le donne si mettono una cuffietta bianca (quella da “single” è nera) per coprire i lunghi capelli che non si tagliano mai. L’abbigliamento viene considerato dagli Amish come espressione della loro fede, come un segno di umiltà e separazione dal resto del mondo. 

Il loro abbigliamento è alquanto semplice e le donne indossano abiti con maniche lunghe e gonne fino alla caviglia (d’estate non avranno neanche caldo…) e non portano gioielli. 




Nel loro tempo libero le donne tessono i quilt ( delle trapunte patchwork), per i quali sono famosi in tutto il mondo.

La fede e la religione sono parti fondamentali della vita e Dio è la loro priorità. Dopo di lui vengono la famiglia e il lavoro. Come tutti sanno rifiutano la modernità, anche se accettano alcune innovazioni solo nel caso si rendano veramente necessarie e non portino vanità nella comunità. Per esempio utilizzano i mezzi agricoli moderni trainati però da cavalli.



E anche per oggi è tutto!

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giovedì 9 giugno 2011

La classifica (ufficiale, non mia) dei più bei posto del Regno Unito

E’ stata recentemente fatta una classifica dei più bei posti del Regno Unito. La classifica è stata fatta da degli Inglesi, quindi non so quanto sia attendibile…
Riporta 50 luoghi, e io segnalo qui quelli che secondo me sono più meritevoli (ovviamente con l’aggiunta delle mie note strettamente personali!)

50° posto: Falkirk Wheel (Scozia)


Questo bellissimo esempio di archiettura moderna è un ascensore per imbarcazioni (è vero, non è uno scherzo). E’ un po’ come se fosse l’evoluzione delle chiuse della Neptune Staircase, e serve per mettere in collegamento 2 canali (il Forth & Clyde Canal e il Union Canal) che hanno un dislivello di ben 35 metri. Noi no nl’abbiamo visto (e sinceramente prima di questa classifica non sapevo nemmeno che esistesse), ma sono cert ache quando Luca lo vedrà vorrà tornare in Scozia per vederlo (J)! Chissà perchè agli uomini queste cose tecnologiche piacciono tanto…

48° posto: Castello di Conwy (Galles)
Costruito nel XIII° secolo, faceva parte del piano di Edoardo I° che intendeva circondare il Galles con un circuito di castelli per sottomettere e governare l’indomita popolazione gallese. E’ stato il primo castello che abbiamo visto in Galles ed effettivamente è molto bello. Peccato che ne rimanga solamente la struttura esterna.
45° posto: Cerne Abbas (Dorset , Inghilterra)
Questo bell’omino (particolarmente dotato) è alto 55 metri ed è scavato nel gesso. Non è chiaro chi rappresenti, ed è stato ipotizzato sia Ercole (per via della clava) che Oliver Cromwell. Si ipotizza che risalga a poco prima del XVII° secolo.


41° posto: Seven Sisters (Inghilterra)



 Che dire? Una meraviglia della natura che bisogna assolutamente vedere da vicino (chi vuol capire capisca….). Queste scogliere sono spesso utilizzate come location per film, ma purtroppo sono anche uno dei luoghi preferiti dai suicidi. 


34° posto: Castello di Caernarfon (Caernarfon, Galles)
E’ uno dei castelli gallesi più famosi, faceva anch’esso parte del circuito di i castelli costruiti da Edoardo I°. Già anticamente era un luogo di rappresentanza, ed è qui che il Principe di Galles (attualmente il Principe Carlo) viene incoronato. Io l’ho visitato ed è veramente molto bello. Anche questo però (come quasi tutti i castelli gallesi) è in gran parte crollato e ne rimane praticamente solo la struttura esterna.

29° posto: Angel of the North (vicino a Newcastle, Inghilterra)
E’ un’opera d’arte piuttosto recente (ha solamente 10 anni) costruita in acciaio e posizionata a fianco della A1 (la principale autostrada del Regno Unito). La sua aperture alare è più grande di quella di un Boeing 767.


24° posto: Castello di Leeds (Kent, Inghilterra)

Non l’ho ancora visto, e lo so, è una grave pecca. Deve essere meraviglioso. Viene spesso descritto come uno dei castelli più romantici, e durante i suoi 1000 anni ha ospitato parecchie regine. Il castello ha un enorme fossato ed è circondato da un lago, mentre nel parco trovano posto anche un labirinto e delle grotte.


22° posto: Windsor Castle (Windsor, Inghilterra)

E’ attualmente la principale residenza “di campagna” della famiglia Reale, che qui trascorre i week end (da non confondersi con quella di Balmoral, in Scozia, dove trascorrono le vacanze estive). Fu costruito nel 1070 da William the Conqueror, e nei secoli divenne poi padiglione di caccia. Al suo interno sono seppellite parecchie teste coronate, a cominciare da Enrico VIII° fino alla Regina Madre. Confermo che è veramente enorme.

14° posto: St Paul’s Cathedral (Londra, Inghilterra)
E’ uno dei simboli di Londra, nonchè la cattedrale della città. Noi l’abbiamo visitata in occasione della Messa (per evitare di pagare il biglietto d’ingresso che era veramente esagerato….) e devo dire che all’interno non è niente di particolare. La chiesa venne ricostruita dopo l’incendio del 1666 che distrusse gran parte della città, ed è sopravvissuta ai bombardamenti della II° Guerra Mondiale, divenendo così un’icona della resistenza inglese.

8° posto: Hadrian’s Wall (Cumbria-Tyne & Wear, Inghiterra)
Ecco, questo mi piacerebbe molto vederlo. Confesso la mia ignoranza e di essere venuta a conoscenza dell’Adrian’s Wall da uno scozzese, qualche anno fa. E lui rimase molto stupito del fatto che noi, Italiani, non fossimo a conoscenza di questa mastodontica opera di fortificazione costruita dai Romani. In Inghilterra si dice ironicamente che questa muraglia sia stata costruita per separare gli Scozzesi dagli Inglesi, mentre venne effettivamente costruita 1900 anni fa per fortificare i confini dell’Impero Romano (in effetti I Romani non riuscirono mai a conquistrare il selvaggio teritorio scozzese). La muraglia è lunga 73 miglia, alta 5 metri e profonda 3. Per costruirla vennero impiegati 16 anni.
4° posto: Lake District (Cumbria, Inghilterra)
Nemmeno qui ci sono mai stata, ma ho sempre considerate questa zona un po’ come un contentino per tutti quegli Inglesi che vogliono vedere un po’ di natura senza allontanarsi troppo da casa. Insomma, sarà sicuramente bella, ma la Scozia è un’altra cosa. Per chi fosse incuriosito da questi paesaggi, può vederne qualche scorcio nella parte finale del film “Miss Potter” (quella che disegnava gli animaletti per intenderci), poichè la disegnatrice si ritirò proprio qui per trascorrere parte della sua vita.

3° posto: The Great Glen (Scozia)

Altro che terzo posto, questo dovrebbe essere al primo in assoluto! La quintessenza dei paesaggi scozzesi, montagne verdi che si gettano in laghi scuri, fiordi che attraversano le torbiere, cielo blu…Il Glen Coe (la vallata da cui prende il nome la zona) si trova nel cuore delle Highlands, tra Inverness e Fort William ed è una delle zone più belle della Scozia.
 
Per la cronaca, al primo posto della classifica c’era Stonehenge, ma secondo me non merita assolutamente la vittoria. Carino sì, da vedere, ma niente di eccezionale. In gran Bretagna ci sono tanti posti molto più belli da vedere!

venerdì 3 giugno 2011

Calgary Stampede e Chuckwagon

A Calgary ogni estate si tiene una manifestazione che si chiama Stampede. Dura 10 giorni e ospita centinaia di Cowboy provenienti da tutto il continente che si sfidano in varie discipline, sfilano, cantano, ballano: insomma una enorme festa country!
Tra le varie competizioni che si tengono, quella che mi ha più incuriosita è la gara di Chuckwagon. I chuckwagon sono dei carri-cucina utilizzati dai cowboy durante i loro spostamenti. 


L’origine dei risale alla fine della guerra civile negli anni 60 del 19° secolo, quando non essendoci ancora la ferrovia, si doveva trasportare il bestiame dall’ovest dove veniva allevato, al nord dove veniva rivenduto. Trasportare il bestiame attraverso montagne e praterie, significava per i cow boy trascorrere mesi all’aperto, con la necessità di avere cibo per sopravvivere. Il chuckwagon divenne in breve tempo la casa dei cowboy e forniva qualsiasi cosa di cui avessero bisogno: cibo, cure mediche, piccole riparazioni per gli indumenti e  per gli strumenti di lavoro e persino intrattenimento. L’addetto al Chuckwagn era il “Coosie” (solitamente un cowboy anziano), che fungeva sia da conducente che da cuoco. 



Sarei proprio curiosa di vedere una gara di Chuckwagon, anche perché non mi sembra che siano particolarmente aereodinamici! Tra l’altro ci sono regole ben precise riguardo queste competizioni: i chuckwagon devono essere funzionanti e l’equipaggiamento (utensili compresi) deve essere simile a quello disponibile a fine ‘800. Per esempio un tipico set da chuckwagon è composto da 5 categorie di cibo: carne, fagioli, pane, patate e dolci. I chuckwagon corrono si sfidano in una corsa ad ostacoli durante la quale non devono perdere né stoviglie né le tende. Ci sono persino dei circuiti dedicati appositamente a questo tipo di corse.

giovedì 2 giugno 2011

The Tulsa Race Riot - La rivolta razzista di Tulsa

Tulsa oggi è la seconda città più grande dell’Oklahoma, con 391.906 abitanti. Venne fondata tra il 1828 e il 1836, e ai tempi veniva chiamata anche "Oil Capital of the World” (la capitale mondiale del petrolio) in quanto la sua economia era basata principalmente sull’estrazione petrolifera. Purtroppo, oltre che per il petrolio, viene ricordata per la rivolta del 31 Maggio 1921, della quale ricorre proprio in questi giorni il 90° anniversario. La rivolta fu una delle più sanguinose rivolte razziste degli Stati Uniti e per comprenderla occorre fare un passo indietro e conoscere la Tulsa degli anni ’20. La popolazione complessiva di Tulsa in quegli anni era più di 100.000 abitanti, arrivati in città col miraggio
del petrolio. La popolazione era composta sia da bianchi che da neri, i quali principalmente arrivavano dagli stati sudisti come Missisipi e Georgia. La città era divisa in due zone: quella a Sud vicina alla zona centrale occupata dai bianchi, e quella a nord (chiamata anche "the Negro's Wall Street") occupata dai neri. Inutile dire che la zona a nord era più che altro un ghetto, dove però i neri vivevano e lavoravano con grande spirito imprenditoriale. Nel giro di pochi anni infatti nacquero empori, ristoranti, uffici legali, e persino due giornali con rilevanza regionale e nazionale. Questo “quartiere” dava molto fastidio ai bianchi, che evidentemente non aspettavano altro che un pretesto per fare scattare la rivolta. Il pretesto arrivò appunto il 31 Maggio 1921 quando un ragazzo di colore (Dick Rowland) venne accusato di avere aggredito una ragazza bianca (Sarah Page). Il fatto era tutto da dimostrare e probabilmente infondato, ma ciò che importa è che i giornali locali uscirono con questo titolo: “'To Lynch Negro Tonight' (“Linciare i negri stanotte”). Già all’alba del 01 Giugno venne assalito il quartiere di nero e quasi tutti gli edifici vennero rasi al suolo. Furono lanciate bombe incendiarie e vennero persino utilizzati aerei biposto della prima guerra mondiale per fare fuoco sulla popolazione di colore. I neri che vennero catturati furono deportati in campi di internamento vicino alla città e venne dichiarata la legge marziale. Ufficialmente il vennero dichiarati 37 morti, ma si parlò di 300 cadaveri (quasi tutti seppelliti in fosse comuni nei dintorni della città).La rivolta di Tulso non fu che l’inizio di un periodo nefasto per i neri d’America: dopo nemmeno 2 mesi (il 12 agosto) il Ku Klux Klan fece la sua prima apparizione proprio in Oklahoma.