lunedì 18 ottobre 2010

Incontro con Philippe D’Averio




Sabato ho partecipato ad un incontro molto speciale: una “lezione” tenuta da Philippe D’Averio nella splendida cornice del Castello Di Torrechiara.

Complice e fautrice dell’incontro (nonché salvatrice di Luca che altrimenti si sarebbe offerto molto “spontaneamente” di accompagnarmi) la Betta, fresca Dottoressa in storia dell’arte.

Sabato ho partecipato ad un incontro molto speciale: una “lezione” tenuta da Philippe D’Averio nella splendida cornice del Castello Di Torrechiara.
  
Le condizioni climatiche non erano particolarmente favorevoli (anche se alquanto adatte ad un incontro d’arte da svolgersi in un castello): pioggia, nebbiolina, freddo e foglie cadenti.
Eliminati i tacchi (avremmo dovuto lasciare la macchina ai piedi del castello, quindi farci tutta la salita e la passeggiata sui ciottoli nel borgo), aggiunta la pioggia a dirotto, moltiplicato per il desiderio di mettere qualcosa di adeguato ad un incontro con uno storico dell’arte…risultato: panico totale! Considerate quindi le possibilità di abbinamento con scarpe basse, avevo quasi raggiunto un compromesso con la gonna di velluto marrone, ma quando l’ho infilata mi è partito il bottone….Allora ho optato per gonna jeans, maglione nero, calze bordeaux e stivali marroni senza tacco. Niente di particolare effettivamente, ma ho decisamente recuperato con la giacca pied poule rosa salmone in tweed con cintura, e la borsetta vintage in pelle marrone.Dopo aver rischiato di esser linciata da una cortese signora (molto femminile) mentre mi accingevo ad appoggiare l’ombrello al muro, ci siamo accomodate in prima fila (vincendo le reticenze della Betta che si voleva nascondere meschinamente in mezzo alla folla). Ho anche scoperto che è un segno di rispetto verso un personaggio importante (come mi ha suggerito la Betta) fargli trovare sul tavolo una bottiglia d’acqua (già iniziata) aperta e con un bicchiere di plastica con da dove qualcuno ha già bevuto. Me ne ricorderò quando inviterò a cena ospiti importanti (soprattutto la Betta).
La “lezione”, come Philippe stesso l’ha chiamata, è stata molto interessante e come sempre ha dato prova di avere una cultura sconfinata e di riuscire a trasmetterla al pubblico (in questo caso assolutamente eterogeneo). Al termine della lezione si è anche reso disponibile a rispondere ad alcune domande rivoltegli, dimostrando la sua preparazione ed elaborando la sue teorie sulla conservazione dei beni culturali e sull’italianità (che tra l’altro hanno riscosso enorme successo). Insomma, un ottimo sabato pomeriggio passato in ottima compagnia. Una bella esperienza che è già entrata a fare parte dei miei ricordi più belli.

P.S. Al termine dell’incontro avrei voluto fargli una foto, ma mi sentivo un po’ ragazzina al concerto del suo idolo. Aspetterò la prossima occasione (magari un invito a cena)….

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